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Vitigni G

I Vitigni di tutto il mondo dalla A alla Z

Godello: è tra i vitigni bianchi spagnoli più importanti. I viticoltori, in questi anni, hanno saputo migliorarne le tecniche di coltivazione, aumentando la qualità produttiva media. Le caratteristiche varietali danno sentori di albicocca, toni floreali importanti, un’elegante mineralità e un’innata morbidezza. Lo sviluppo della glicerina in questo vitigno, infatti, è ben al di sopra della media, esaltata ulteriormente dal passaggio in legno, affinamento che tutti i produttori amano eseguire. Il Godello si ritrova nelle Do Vadeorras, Bierso, Monhterrei e Ribeira Sacra. 

Gaglioppo: Origini:Vitigno a bacca nera di probabile origine greca e diffusosi prevalentemente nelle province calabresi di Cosenza e Catanzaro, ma sotto altri sinonimi anche nelle Marche, in Umbria, Abruzzo, Campania e nella provincia di Messina. Ha molte analogie genetiche con il Frappato. I principali sinonimi sono: Galloppo, Gaioppo, Gaglioppa nera, Gaglioppo nero, Galloppolo, Magliocco tondo (che non va confuso con il Magliocco ovale), Maghioccu nero, Mantonico nero, Aglianico di Cassano, Arvino, Galloffa, Lacrima di Cosenza, Lacrima nera, Uva Navarra. Nel 1990 gli impianti di questa varietà
occupavano circa 7.000 ha.
Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali:Ha foglia media, pentagonale, a volte cordiforme o cuneiforme e trilobata; grappolo medio o grosso, piramidale o conico, raramente corto o cilindrico, semplice o con una-due ali, compatto; acino medio, sferoidale o ovale proprio a causa della compattezza del grappolo, con buccia pruinosa di media consistenza e spessore, di colore nero-rossastro. Ha produzione buona e costante, predilige forme di allevamento poco espanse e potatura corta.
Malattie e avversità:Ha buona resistenza alle gelate e alla siccità; le sue difese sono molto variabili e può subire attacchi di parassiti quali la peronospora e l'oidio.
Garamet:
Il vitigno Gamaret è un incrocio a bacca nera ottenuto nel 1970 da André Jaquinet presso la stazione federale di Changins da un incrocio tra Gamay e Reichensteiner (vitigno bianco tedesco). È il «fratello minore» del Garanoir, ottenuto partendo dagli stessi vitigni. Il Gamaret si trova soprattutto nei vigneti della Svizzera romanda e del Ticino, e dal 1999 è istritto al Registro nazionale varietà di vite da vino, come varietà autorizzata per la Valle d'Aosta . Ha maturazione simile al Pinot nero ma, contrariamente a quest’ultimo, resiste molto bene al marciume. Può quindi maturare più a lungo sul ceppo, dando origine a vini molto colorati, con aromi speziati e buona struttura tannica. Inizialmente il Gamaret è stato sviluppato per fornire vini da taglio dei vini indigeni, ma strada facendo si è scoperto che può dare origine a vini molto interessanti se vinificato in purezza e affinato in legno.
Colore bacca: Nera
Regione: Valle d'Aosta
Caratteristiche vino: Il vitigno Gamaret dà un vino rosso rubino scuro. Al naso è fruttato e speziato, con note di mirtillo e pepe nero. Al palato mediamente consistente e di medio corpo, con tannini soffici ed eleganti.
Denominazioni in cui il vitigno è presente:

DOCValle d'Aosta:
- Valle d'Aosta o Vallée d'Aoste DOC
Gamay:
Origini:Vitigno originario della città omonima, in Borgogna, che fa parte di un gruppo numeroso di "Gamays", varietà con caratteristiche spesso diverse, alcune sono selezioni clonali, ma la maggior parte "teinturiers" a polpa rossa, molto usati in passato per dare colore a vini dozzinali; negli anni Ottanta, in Francia, erano presenti più di 1.000 ha di Gamay teinturiers e nel Mâconnais e in Touraine sono ancora utilizzati. Il vero Gamay è a bacca nera, viene chiamato ufficialmente "Gamay Noir à Jus Blanc" ed è il vitigno che dà vita al famoso Beaujolais Nouveau. Ha acidità piuttosto elevata e aroma vinoso e fresco, con ricordo di frutti rossi. In alcune zone della Francia e in Svizzera è spesso tagliato con il Pinot noir, con risultati piuttosto discutibili. Se ne trova in piccole quantità anche in Canada, ex Jugoslavia (soprattuto Croazia, Serbia e Kosovo).

Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali:Ha foglia media, più lunga che larga, orbicolare o trilobata; grappolo medio-piccolo, cilindrico, spesso alato, compatto; acino medio-piccolo, ellissoidale con buccia pruinosa, sottile ma resistente, di colore nero. Ha produzione abbondante e costante. E' ideale per la coltivazione in regioni fredde e ad altitudini elevate, grazie alla germogliazione e maturazione precoci. L'allevamento è ad alberello con potatura corta.
Malattie e avversità:Ha buona tolleranza alle malattie crittogamiche, con una leggera sensibilità all'oidio e alla peronospora. Resiste bene al freddo.
Gamay perugino: Il Gamay perugino è uno dei vitigni della famiglia dei Gamays, il cui esponente più noto è il Gamay noir, vitigno francese che prende il nome dalla località della Borgogna nella quale si è diffuso. Da non confondersi con il Gamay nero francese, questa varietà geneticamente omologa alla Guarnaccia spagnola è coltivata nella zona del Trasimeno da lungo tempo, quasi sempre utilizzata in uvaggio con il Sangiovese per la produzione del vino rosso locale. Il Gamay perugino è diffuso solo nella zona del lago di Trasimeno e di pochi Comuni limitrofi.
Gamba rossa Il vitigno Gamba rossa è meglio consosciuto con il sinonimo locale "Gamba di Pernice" anche se l'unico sinonimo riconosciuto ufficialmente è "Imperatrice dalla gamba rossa". Il vitigno deve il suo nome singolare al fatto che il raspo, prima dell’inizio dell’invaiatura (colorazione dei grappoli che precede la maturazione) è di un colore rosso vivo e ricorda anche nella forma le zampe delle pernici, che in quel periodo popolano i vigneti. Questo vitigno è ancora presente su "piede franco" in quanto sopravvissuto miracolosamente al  disastro provocato tra fine Ottocento e primi del Novecento dalla filossera che ne fece scomparire molti altri. E' una varietà di vite da sempre presente tra i filari del comune di Calosso e dei comuni limitrofi Costigliole d’Asti e Canelli, tutti nel sud Astigiano, e ha rischiato l'estinzione prima di essere "riscoperta" e portata a nuova vita poco più di dieci anni fa. E' presente nel registro nazionale varietà di vite dal 2007.
Colore bacca: Nera
Regione: Piemonte
Caratteristiche vino: Il vitigno Gamba rossa dà un vino dal colore rosso granato mediamente carico. Al naso è intenso, speziato e balsamico, con note di pepe verde ed altre essenze orientali; fruttato con note prevalenti di confettura e di ciliegia sotto spirito. Al palato è asciutto, di corppo, giustamnte tannico, spesso con un finale fortemente minerale, con il ritorno delle sensazioni speziate avvertite al naso.
Denominazioni in cui il vitigno è presente:
DOC

Piemonte
- Calosso DOC
Gambugliana: Poche le notizie reperite su questa cultivar a bacca nera, da diversi Autori assimilata alla Negrara cenerente, altresì detta Negretta comune. Non ha invece relazione con la diffusa Negrara, impiegata nell’uvaggio della DOC Valpolicella.
Varietà vigorosa, rustica, con buona resistenza alle crittogame, viene generalmente aggiunta agli uvaggi locali per apportare acidità e tannini.
Se vinificata in purezza, genera un vino di colore rosso rubino scarico, molto ricco di acidità e tannini.
Garganega: Vitigno probabilmente originario della Grecia, trova l’epicentro di produzione nelle zone di Soave e Gambellara nel Veneto. In Sicilia è diffuso il Grecanico, vitigno pressoché identico alla Garganega. Ha foglia media, pentagonale, quinquelobata, con denti molto pronunciati, lembo verde opaco un po’ bolloso, glabro; grappolo lungo, cilindrico, con ali molto pronunciate, relativamente spargolo, con rachide che spesso spacca in punta. Acino medio sferoide, di colore giallo dorato; buccia spessa; polpa succosa, di sapore
Vitigno a buccia rosa, dalle origini discordanti. Goethe, ampelografo tedesco, lo identificava (1876) come originario di Tramin nel Tirolo, l'attuale Termeno (Bz). Per il Di Rovasenda (1877) ed il Galet (1990) era, nella versione a bacca rossa, proveniente dall'Alsazia, mentre il Bronner (1857) ha identificato sul Reno delle viti selvatiche del tutto simili a questo vitigno. Ha molti sinonimi, come Roter Traminer,
Traminer Rosa, Termeno Aromatico, Savagnin Rose (Francia), Clevener, Roter Nürberger, Livora (Repubblica Ceca), Formentin Rouge (Ungheria), Mala Dinka (Bulgaria) e Runziva (Croazia). La foglia è piccola, pentagonale e tondeggiante, trilobata a volte quinquelobata; grappolo piccolo, tozzo, tronco-conico, a volte con 1-2 ali, compatto; acino medio, leggermente allungato, con buccia spessa di colore
variabile da grigio a rosso-bruno, pruinosa. La polpa ha il caratteristico sapore aromatico che ricorda la rosa. Ha vigoria media e produzione scarsa ma costante.

Garnacha: Anche detta Garnacha Tinta, e' il sinonimo spagnolo di Grenache (vedi), ovvero del Cannonau (vedi). E' una delle varieta' piu' coltivate della Spagna, che e' con molta probabilita' la terra di origine di questo vitigno, anche se i sardi non concordano con questa versione. E' coltivata un po' in tutte le regioni vitivinicole spagnole, dalla Rioja a Tarragona. La versione a bacca bianca, chiamata Garnacha Blanca , equivale al francese Grenache Blanc. Esiste anche una varieta' chiamata Garnacha Tintorera che e' invece l'equivalente dell'Alicante Bouschet
Garofanata: Diffusa sporadicamente in provincia di Ancona, questa cultivar a bacca bianca è caratterizzata dall’aromaticità del succo delle sue uve, riscontrabile in seguito nel vino che da essa si ottiene.
Generalmente vinificata in uvaggio con altre varietà bianche locali, da sola produce un vino di colore giallo paglierino carico, con un profilo aromatico nel quale si evidenziano note floreali, fruttate (pesca) e speziate, da cui probabilmente deriva il nome della varietà. In bocca appare mediamente alcolico, ma dotato di una spiccata sapidità determinata da una buona concentrazione di acido malico.
Gatta: Nell’ampelografia della provincia di Treviso, la Gatta è indicata come varietà a bacca nera di antichissima coltivazione nella provincia e sopposta essere una varietà derivata dalla Marzemina. Altri Autori ne hanno rilevato la presenza in altre provincie del Veneto, ma attualmente essa è in via di estinzione.
Sensibile alla bortite, a causa del grappolo serrato e della buccia poco consistente, questa varietà risulta però capace di produrre vini di adeguato grado alcolico, soprattutto se coltivata su terreni di medio impasto.
Vinificata da sola, produce un vino di colore rosso brillante caratterizzato dalla bassa acidità, prerogativa che la rende utile per uvaggi con altre varietà locali ad alto contenuto acido, specialmente nelle annate sfavorevoli.
Gewurztraminer:l Gewürztraminer è il sinomino ufficiale in lingua tedesca per il vitigno Traminer aromatico, uno degli emblemi dell'enologia dell'Alto Adige da una parte e dell'Alsazia dall'atra. Molto conosciuto ed estremamente caratteristico a livello olfattivo e gustativo, come tutti i vini derivati da uve aromatiche o parzialmente aromatiche. Più difficile,appunto per queste catatteristiche, nell'abbinamento al cibo. La sua struttura e mineralità, soprattutto nelle massime espressioni che troviamo in Alsazia, e l'alcolicità di molte interpretazioni dell'Alto Adige, lo rende poco adatto ad accompagnarsi a preparazioni delicate. La morbidezza e la consistenza del vino, abbinate ad un bouquet aromatico potente (fruttato-litchi,maracuya, ananas; speziato-pepe, chiodi di garofano, anice stellato; floreale-soprattutto la rosa) lo rendono interessante da provare con carni bianche in preparazioni orientali molto speziate (tipo Tandoori), col salmone affumicato o con formaggi erborinati. Eccezionale anche come vino da meditazione.
Colore bacca: Bianca
Regione: Trentino-Alto Adige
Caratteristiche varietali:
Il vitigno Gewürztraminer ha le seguenti caratteristiche varietali:

  • Foglie: medio-piccola a cinque lobi, decisamente marcati.
  • Grappolo: piccolo, piuttosto compatto e tozzo, talvolta alato
  • Acino: medio, sferoidale Buccia: forte, pruinosa, di colore rosato . La polpa ha il caratteristico sapore aromatico che ricorda la rosa.
Caratteristiche produzione:  La vigoria e la produttività del vitigno Gewurztraminer fatta eccezione per alcune selezioni clonali più recenti, sono tendenzialmente basse ma costanti.
Coltura ed allevamento: Il vitigno Gewurztraminer predilige i terreni marno-calcarei, argillo-sabbiosi e granitici ed esposizioni riparate.
Caratteristiche vino: Il vitigno Gewurztraminer dà un vino giallo paglierino intenso con riflessi dorati. Il profumo, carico di aromi primari ricorda frutta tropicale (litchi) spezie e canditi, Di corpo, con gusto è dolce e aromatico.

Ginestra: Geneticamente assimilabile al vitigno Biancazita ed al suo biotipo Biancatenera, questa varietà bianca deve il suo nome al profumo di ginestra delle sue uve, il che la rende potenzialmente interessante dal punto di vista enologico. Già noto nei primi dell’800, questo vitigno è attualmente coltivato nei Comuni salernitani di Scala, Ravello, Amalfi, Maiori e Minori, ma anche a Furore, Tramonti, Corbara e Positano dove però è conosciuto con il nome di Biancazita. La sua tolleranza alle principali crittogame è però scarsa, ragione probabile del suo abbandono.
Rientra, come vitigno complementare, nella base ampelografica della DOC Costa d’Amalfi bianco.
Girò:
Origini:Varietà a bacca nera presente nella parte meridionale della Sardegna, le cui origini risalgono probabilmente al periodo della dominazione spagnola. La sua diffusione massima si è avutao intorno al '700, durante il governo dei Piemontesi, secondo le direttive del Marchese di Rivarolo. Dopo il flagello della fillossera, avvenuto nella seconda metà dell'800, la maggior parte dei viticoltori preferirono impiantare altre varietà più produttive e meno difficili del girò, che rimase discretamente presente nella provincia di Cagliari. Con il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata,

avvenuto nel 1979, il girò suscitò nuovo interesse, soprattutto per le sue straordinarie possibilità espressive come vino liquoroso. Secondo le zone può essere chiamato con diversi sinonimi, fra cui zirone (o girone) di Spagna, girò comune rosso, girò nigro o nieddu alzu, aghina bàrja, girò sardo e girò rosso di Spagna.
Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali:Ha foglia media, pentalobata, a volte trilobata, di forma reniforme; il grappolo può essere da medio a grande, cilindrico-conico, spesso alato e piramidale, generalmente semi-spargolo; l'acino ha media grandezza, è subrotondo o rotondo, con buccia consistente, di colore nero-violaceo più o meno intenso, la polpa è dolce e consistente, di sapore neutro. Predilige terreni calcareo-argillosi, profondi e freschi, non umidi; il clima ideale nel periodo primaverile-estivo è di tipo caldo e asciutto. Viene allevato con forme non molto espanse e potatura corta. Ha produzione elevata ma incostante.
Malattie e avversità:Ha discreta resistenza alle avversità del tempo, media o scarsa tolleranza alle principali malattie crittogamiche.
Glera: Con il D.M. 21/07/2009 Il vitgno Glera ha sostituito il nome "Prosecco". L'operazione è stata voluta dal ministero dell'Agricoltura per tutelare la denominazione di origine "Prosecco". Infatti, fintanto che "Prosecco" indicava un vitigno e non una zona di produzione, tale tutela sarebbe stata inefficace (vedi la diatriba tra Tokaji ungherese - denominazione - e Tocai friulano - vitigno). Si è quindi deciso che il vitigno avrebbe cambiato nome in "Glera" suo  antesignano originario del Friuli. Nei Colli euganei, tale variatà è conosciuta come "Serpino". La Glera è un vitigno cosidetto "semiaromatico", dove per aromatici si intendono i vitigni i cui vini ricordano al naso il profumo del frutto di origine, il quale è evidente per i vitigni aromatici, presente anche se con intensità minore, per i semiaromatici. Se ne conoscono diversi biotipi, tra cui il Prosecco tondo ed il Prosecco lungo, differenti prevalentemente per la forma dell'acino, il Prosecco Balbi che ha forte predisposizione all'acinellatura e il Prosecco dal peccol rosso. Un'altra versione si trovava in Dalmazia come Prosecco rosa, ma è praticamente estinto
Colore bacca: Bianca
Regione: Veneto, Friuli-Venezia Giulia
Caratteristiche varietali: Il vitigno Glera ha foglia medio-grande, pentagonale, cuneiforme trilobata o pentalobata; grappolo medio-grande, piramidale, allungato e con due ali pronunciate, piuttosto spargolo. Il suo acino è medio, sferoidale, con buccia giallo-dorata, leggermente punteggiata e ricoperta di pruina, abbastanza consistente.
Coltura ed allevamento:
Il vitigno glera predilige terreni collinari, non troppo asciutti, necessita di potature estiva e invernale lunga; la forma di allevamento è a controspalliera.
Caratteristiche vino:
Il vitigno Glera dà origine ad un vino di colore: giallo paglierino brillante, con spuma persistente. Al naso è aromatico, gradevole e caratteristico di fruttato. In bocca è secco o amabile, di corpo, gradevolmente fruttato, caratteristico. Questo vino si chiama "Prosecco".
Glera lunga: Il vitigno Glera lunga è una varietà del vitigno Glera ed anch'esso è utilizzato nel Veneto, soprattutto nella provincia di Treviso, e rientra nell'uvaggio dei Prosecchi DOC e DOCG. E' stata inserita di recente (2001) nel Catalogo del Registro nazionale varietà di vite. Non si differenzia in maniera sostanziale dalla Glera in termini di qualità enologiche ed organolettiche nel prodotto finito.

Colore bacca: Bianca
Regione: Veneto, Friuli-Venezia Giulia
Goldtraminer: Il vitigno Goldtraminer è noto anche come Incrocio Rigotti 84-11, vitigno ottenuto nel 1947 dal ricercatore Rebo Rigotti per incrocio delle varietà Gewürztraminer e Trebbiano toscano e solo recentemente riscoperto grazie alla sperimentazione dell’Istituto di San Michele all’Adige. Il Goldtraminer mantiene molte delle caratteristiche del Gewürztraminer da cui deriva, tra le quali l'intensa aromaticità e la resistenza della buccia, che lo rende particolarmente adatto alle vendemmie tardive.

Colore bacca: Bianca
Vitigni Parentali: Traminer aromatico x Trebbiano toscano
Regione: Trentino-Alto Adige, Veneto
Il vitigno Goldtraminer ha le seguenti caratteristiche varietali:
-Grappolo: medio, leggermente spargolo
-Acino: medio, sub-elisoide Buccia: spessa, consistente, di colore giallo-oro.
Caratteristiche produzione: Il vitigno Goldtraminer ha buona vigoria ed epoca di maturazione precoce.
Caratteristiche vino: Il vitigno Goldtraminer dà un vino dal colore giallo dorato, profumo aromatico, intenso, ampio e fragrante, con netti ricordi di frutta sovramatura e floreali. In bocca il Goldtraminer è piacevolmente dolce, rotondo, fresco e di lunga persistenza aromatica.
Gosen:Il vitigno Gosen è stato ottenuto nel 1950 da Rebo Rigotti, come incrocio tra Cabernet franc e Marzemino gentile (Incrocio Rigotti n. 123-4). Sono state condotte sperimentazioni a vari livelli e le ultime selezioni sono state condotte da parte dell'Istituto Agrario di San Michele all'Adige attorno al 2000. Il vitigno Gosen è iscritto al Registro nazionale varietà di vite da vino dall'anno 2002. È un vitigno particolarmente indicato per entrare nella composizione di vini di tipo bordolese, e di vini da invecchiamento con affinamento in legno. Infatti, le caratteristiche legate ai tannini e alle sostanze coloranti di questo vitigno sono tali da permettere un'ottima evoluzione nel tampo e migliorare anche le caratteristiche degli altri componenti dell’assemblaggio. I vini ottenuti con quest’incrocio, hanno una maturazione piuttosto lenta e hanno una buona predisposizione all’affinamento in barrique.
Colore bacca: Nera
Vitigni Parentali: Cabernet franc x Marzemino
Regione: Veneto
Il vitigno Gosen ha le seguenti caratteristiche varietali:

Grappolo: medio, cilindrico, allungato, spargolo
Acino: elissoidali Buccia: consistente, di ccolore nero-bluastro.
Caratteristiche produzione:

Il vitigno Gosen è di buona vigoria, epoca di maturazione tardiva. Buona la produttività.
Caratteristiche vino: Il vitigno Gosen dà un vino rosso rubino granato, al naso presenta una leggera nota erbacea, è dotato di ottima struttura e tannicità.

Gouais Blanc:
Il Gouais Blanc è un antichissimo vitigno coltivato in Francia, Germania, Australia e Svizzera. È una varietà ad alta resa che produce tuttavia vini piuttosto mediocri dall'acidità pronunciata. Un'antica varietà a bacca bianca che oggi non è più molto diffusa. Conosciuta in Svizzera con il nome Gwäss. È interessante sapere però che l'incrocio tra Gouais Blanc x Pinot (Noir, Blanc, Gris) ha dato vita a molti vitigni come Aligoté, Auxerrois, Chardonnay e altri.

Graciano: Varietà a bacca rossa, in passato molto diffusa nella Rioja (Spagna del Nord), detta anche Graciana. Ha caratteristiche aromatiche molto spiccate ma, a causa delle rese bassissime, è andata progressivamente scomparendo. Oggi ne esiste circa lo 0,5% di tutto il vigneto della regione, mentre è incoraggiata in Navarra. La vite germoglia molto tardi ed è soggetta alla peronospora, ha però tutte le caratteristiche per dare vini di grande carattere ed estratto. In Francia è conosciuta come Morrastel ed è coltivata in poche zone del meridione; di recente è stata impiantata anche in Languedoc. La varietà esiste anche in California ed Australia sotto il nome di Xeres, mentre in Argentina vanta la più ampia superficie vitata.
Granoir:
Grecanico:
Varietà a bacca bianca, probabilmente appartenente alla stessa famiglia del Garganega diffusa in Veneto, dove dà origine a importanti vini locali, quali il Soave. E' molto usata in Sicilia dove è stata importata, come suggerisce lo stesso nome, dai Greci. Ne sono coltivati circa 5.000 ha, fa parte di alcune d.o.c. ed ha alcune affinità aromatiche con il Sauvignon, anche se è un vitigno del quale non sono state ancora completamente espresse le qualità. Ha foglia media, pentagonale, quinquelobata, piu' marcati i lobi superiori, denti irregolari molto pronunciati, lembo un po' rugoso, verde opaco, quasi glabro. Grappolo lungo, cilindrico, alato, con ali piu' o meno pronunciate, semispargolo o semicompatto con acinellatura piu' o meno evidente. Acino medio, sferoide, di colore giallo dorato, dalla buccia.
Grechetto bianco:
Origini:Vitigno a bacca bianca che fa parte di un gruppo di varietà di Greco e Grechetto dalle caratteristiche ampelografiche diverse, provenienti dalla Grecia. Recenti ricerche attraverso l'analisi del DNA, hanno accertato l'identità tra Greco di Todi, Pignoletto e Ribolla Riminese, mentre sembrano essere profondamente diversi il Grechetto di Orvieto e di Tufo. Ha molti sinonimi, fra cui: Greco Spoletino, Greco Bianco di Perugia, Pulcinculo Bianco, Pizzinculo, Pistillo, Pulce, Pignoletto, Stroppa Volpe, Montanaro, Montanarino, Uva di San Marino, Occhietto, Greco Gentile, Grecherello, Strozzavolpe.

Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali:
Ha foglia media, allungata, pentagonale, a volte quinquelobata o intera; grappolo medio-piccolo, cilindrico-conico, serrato, a volte con ali; acino medio, ovale, con buccia sottile ma consistente, di colore giallastro, ricoperta di pruina. Si adatta bene ai terreni dell'Italia centrale, ha produzione abbondante e necessita di potatura medio-lunga con forme di allevamento a media espansione.
Malattie e avversità:Tollera bene i freddi invernali e le gelate primaverili (caratteristica frequente in molte zone dell'Umbria e in  parte della Toscana). Resiste bene alla peronospora ed ha una sensibilità media all'oidio.
Grechetto nero: È una varietà rossa conosciuta nella zona di Gradoli da secoli, ma non è sicura la sua origine. Si pensa che derivi dall’addomesticamento di uve selvatiche locali oppure sia arrivato dalla Toscana secoli fa. Si tratta di un biotipo di Sangiovese. Questo vitigno viene coltivato esclusivamente nel Lazio, limitatamente alla zona di Gradoli, in provincia di Viterbo. Ci troviamo sulle prime pendici collinari interne del Lazio, quasi al confine con la Toscana, a ridosso del lago di Bolsena.
Greco:
Vitigno a bacca bianca, di cui non si conosce l'origine con certezza. E' un fatto che la sua coltivazione, nota fin dai primordi di Roma, avveniva sulle pendici del Vesuvio. E' presente in varie regioni d'Italia, con aspetti e nomi diversi; quello che rappresentiamo in fotografia è caratteristico della Liguria, e differisce per alcune particolarità dal Greco di Tufo della Campania e dal Greco bianco della Calabria. Ha foglia piccola, pentagonale e quinquelobata; grappolo grande e allungato, piramidale o cilindrico, alatoe piuttosto compatto; acino medio-piccolo, ellissoidale corto con buccia molto pruinosa

di colore verde-giallastro che tende all'ambrato se esposta a lugno al sole.
Greco di bianco: Questo vitigno, completamente differente dal Greco presente in molte Regioni del Sud Italia, condivide con esso la provenienza greca, probabilmente risalente alla creazione della Magna Grecia (VIII-IV sec. a.C.). La sua fama è da secoli associata alla qualità e finezza dei vini che se ne ricavano nei Comuni di Bianco e Gerace, in provincia di Reggio Calabria. Mediamente resistente ai principali patogeni della pianta e di elevata produttività, manifesta un buon adattamento ai climi caldi ed asciutti, dove le sue uve si prestano alla surmaturazione in pianta o all’appassimento su graticci. Una volta appassite, specie dopo un certo periodo di invecchamento, possono produrre vini dal colore giallo dorato, con caratteristici ed eleganti aromi di gelsomino, frutta appassita, miele e spezie, tra cui lo zenzero. Il gusto è pieno, di buon corpo ed equlibrata acidità.
Greco di tufo: Il nome evoca l’appartenenza alla famiglia dei vitigni Greci, introdotti in Italia durante la colonizzazione della Magna Grecia nell’VIII-VII secolo a.C. Probabilmente deriva dall’Aminea gemella, descritta nelle Georgiche del poeta Virgilio (I sec. a.C.), caratterizzata dalla presenza di grappoli doppi. Coltivato dapprima sui pendii del Vesuvio, solo successivamente prese piede sulle colline intorno al villaggio di Tufo. La sua terra d’elezione è la Campania e precisamente Tufo, in provincia di Avellino, dove è stata istituita un’apposita Docg; ma è diffuso anche nelle province limitrofe e in altre regioni del centro-sud.
Greco nero:
Origini:Vitigno a bacca nera che fa parte della numerosa famiglia dei Greci, la cui origine e diffusione è piuttosto incerta; molto probabilmente è stato introdotto dai coloni ellenici, fondatori della Magna Grecia. Con questo nome vengono chiamate molte varietà che hanno ben poco in comune (Greco nero di Avellino, delle Marche, di Teramo, Terni, Velletri, toscano). E' coltivato prevalentemente in Calabria,

nelle provincie di Catanzaro (Locri) e Crotone. Era erroneamente ritenuto sinonimo di Marcigliana o Marsigliana coltivato nella provincia di Catanzaro, ed è stato confuso anche con l'Aleatico e il Verdicchio nero. Localmente è chiamato Grecu niuru e Maglioccone (Bivongi).
Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali: Ha foglia media, orbicolare o cuneiforme, trilobata o intera; grappolo medio o grande, di forma conica, corto, raramente con un'ala corta, mediamente compatto; acino medio o piccolo, obovoide, con buccia pruinosa, sottile ma consistente, di colore nero (il riflesso bluastro nella foto è dovuto alla presenza della pruina). Ha produzione media e costante,
predilige terreni poco fertili e ambienti caldi. Le forme di allevamento più idonee sono quelle a piccola espansione, come l'alberello, con potatura corta o addirittura cortissima.
Malattie e avversità: E' un vitigno ideale per le sue grandi capacità di resistenza alle malattie crittogamiche e alle avversità climatiche.
Grenache:
Rappresenta una delle varietà di vitigni più diffusa nel mondo. Originaria della provincia settentrionale di Aragon, in Spagna, si diffuse poi nella Rioja e nella Navarra.
Grignolino
:Origini:Il nome Grignolino deriva probabilmente dal termine dialettale astigiano "grignòle", nome dato ai vinaccioli, di cui gli acini di questa varietà sono particolarmente ricchi. L'origine del vitigno risale senz'altro alla zona del Monferrato, tra Asti e Casale, anche se si è poi diffuso in altre aree del Piemonte e della Lombardia, dove è conosciuto anche come Barbesino. Era citato sin dalla fine

del '700 e l'Acerbi ne parla nel 1825. Ha molti altri sinonimi, quali Barbesinone, Nebbiolo rosato, Balestra, Arlandino, Verbesino, Rossetto, Girodino. Viene spesso mescolato con Barbera e Freisa per produrre vini dalla colorazione più intensa e maggior equilibrio.
Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali:Ha foglia media o medio-grande, pentagonale e quinquelobata o trilobata; grappolo medio o medio-grande, piramidale allungato, con possibilità di una-due ali, compatto; acino medio-piccolo, ellissoidale con buccia pruinosa, sottile, di colore variabile da nero-violetto a rosso-violetto (dipende molto dall'ambiente in cui è coltivato e dalla densità per ceppo. Ha bisogno di buona esposizione, suoli asciutti e sabbiosi. Viene allevato a controspalliera con potatura mista.
Malattie e avversità:Non ha grandi capacità di difesa e tolleranza alle principali malattie, in particolare alla botrite, al marciume acido del grappolo e all'oidio. Resiste meglio alla peronospora. Può presentare facilmente fenomeni di disseccamento di parte del rachide, è sensibile alla clorosi ferrica, soprattutto nelle annate sfavorevoli.
Grillo:
Origini:Vitigno a bacca bianca proveniente probabilmente dalla Puglia, da dove sarebbe stato importato dopo l'invasione fillosserica in Sicilia, nella zona di Marsala e successivamente nelle altre province dell'isola. L'uva Grillo risulta dalle testimonianze del Rizzo (1951) già largamente diffusa nel trapanese attorno alla fine del 1800. E' conosciuta anche con il sinonimo Riddu.

Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali:Ha foglia media, pentagonale o quasi orbicolare, pentalobata o quasi intera; grappolo medio, cilindrico o conico, a volte alato, spargolo o mediamente compatto; acino medio o grosso, di forma sferoidale; ha buccia leggermente pruinosa,  consistente e spessa, trasparente, di colore giallo dorato con chiazze color ruggine; la polpa ha sapore dolce e semplice. La produzione è buona e costante; i sistemi di allevamento più idonei sono quelli a scarsa espansione con potatura corta o mista.
Malattie e avversità:Sopporta bene le alte temperature ed è mediamente resistente alle principali malattie crittogamiche e alle avversità climatiche.
Grisa nera: Da non confondersi con la Grisa rousa, anch’essa diffusa in provincia di Torino, questa varietà rossa è presente un po’ in tutta l’area pedemontana e alpina della provincia di Torino ed occasionalmente anche in quella di Cuneo.
La sue bucce sono molto ricche di pruina, una sostanza cerosa che conferisce all’uva una forte sfumatura grigia, da cui il nome del vitigno.
Il suo vigore vegetativo è molto elevato, certamente da contenere per preservare la fertilità della pianta e la qualità delle uve.
Una volta apprezzata come uva da tavola grazie ai suoi grappoli grandi ed al sapore gradevole della polpa, oggi la Grisa nera viene vinificata congiuntamente ad altre varietà locali di contemporanea maturazione, quali Neretta cuneese, Plassa etc.
Grisa roussa: Nonostante il nome assonante, questo vitigno a bacca bianca non ha alcun legame con il Nasco sardo, differendo da esso per numerosi caratteri ampelografici, soprattutto a carico della foglia.
Un tempo diffusa nell’Albese e segnalata fino a Mondovì, oggi è presente in un areale colturale alquanto ristretto, limitato praticamente al solo Comune di Novello, in provincia di Cuneo.
Vinificata in purezza, dà un vino di colore giallo paglierino con riflessi verdi, dotato di intensi profumi floreali e fruttati, con evidenti richiami di agrumi, ananas, banana e note speziate di miele. Al gusto il vino si presenta mediamente aclolico, con buon equilibrio fra le componenti di acidità, sapidità e morbidezza.
Groppello di Mocasina
: Origini:Vitigno autoctono a bacca rossa che prende il nome dalla Mocasina, la zona del Garda dove è coltivato. Citato già da Catone, Plinio e Virgilio, poi da Cassiodoro, si distingue dal Groppello comune per la tomentosità dell'apice e della pagina inferiore della foglia (da cui l'aggettivo "moliner", cioè infarinato, bianco), e per il fatto che il grappolo non è quasi mai alato. Il Bacci paragonava i Groppelli alle Pignole (1556), vitigni coltivati nel territorio della provincia di Brescia che va dalla Franciacorta al lago d'Iseo. Per il Marzotto (1925) il GRoppello di Mocasina era una subvarietà del Groppellone. Fra i

sinonimi conosciuti: Groppello S.Stefano, Grupel, Grupela nera, Groppello moliner e Mocasina.
Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali: Ha foglia media, pentagonale quinquelobata, trilobata; grappolo piccolo e cilindrico o cilindrico-conico, raramente con una piccola ala, molto compatto; acino medio, sferico, leggermente appiattito, con buccia di media consistenza, ricoperta di pruina, di colore blu-nero omogeneo; ha sapore a volte leggermente erbaceo. Predilige terreni sciolti e ben esposti, che le assicurano una buona maturazione e una miglior difesa dagli attacchi della botrite.
Malattie e avversità: ha una buona tolleranza alle avversità climatiche e ai principali agenti parassitari, ad eccezione della botrite a cui è molto sensibile; soffre della carenza di potessio.
Groppello Gentile
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Sinonimi: Groppella, Groppello comune, Groppello fino, Groppello della Val di Non.
Cenni strorici: se ne hanno notizie a partire dal 1550, ma sotto questo nome, rientravano diverse tipologie di uve che avevano in comune la compattezza del grappolo.
In passato era presente soprattutto nelle zone di Vicenza, Verona, Treviso, Trentino e in Lombardia. Esiste un biotipo: groppellone.
Caratteristiche ampelografiche: foglia media, pentagonale, tri o pentalobata - grappolo medio, cilindrico-conico, allungato, compatto e con un'ala - acino medio, sferico, buccia molto sottile, pruinosa di
colore blu-violetto.
Maturazione: media.
Vigoria: elevata.
Caratteristiche del vino: se ne ricava un vino rosso rubino, dall'odore tipicamente speziato, sapido, abbastanza fresco e alcolico.
Concorre nel DOC Garda Classico, Breganze.
Gruaja: Il vitigno veniva anticamente coltivato nella zona di Bassano, in provincia di Vicenza, ed è stato per la prima volta citato dall'Acerbi nel 1825. Fino alla fine del secolo viene citato in numerosi scritti, ed il nome Gruaja viene anche riportato come sinonimo del Raboso. Il Marzotto nel 1925 cita un vitigno che chiama "Crovaja" o "Cruaja" o "Cruara" poco diffuso nelle zone attorno a Montebelluna, tra Vicenza e Treviso, da cui si poteva ottenere un vino di discreta qualità. Più recentemente noto anche come "Gruajo", praticamente scomparso e il cui vino viene prodotto ancora nella zona di Breganze, non lontana da Bassano, da cui originava.
Gruner Veltliner :
è un incrocio tra Traminer x St. Georgen ed è ilpiù importantevitigno autoctono dell'Austria. Non fa tuttavia parte della famiglia dei Veltliner. Nella regione vinicola «Weinviertel» il Grüner Veltliner è stato il primo vitigno a ricevere la denominazione DAC (indicazione geografica tipica per i vini austriaci). È il vitigno più coltivato in Austria. I vini bianchi prodotti con queste uve sono affascinanti, vivaci e hanno una lieve aromaticità e un'acidità forte e pungente. Il Grüner Veltliner è coltivato anche in molti paesi dell'Europa orientale.
Guardavalle:
Questo vitigno autoctono bianco, chiamato anche Vardavalli, viene coltivato in particolar modo sul versante ionico della Regione, nelle aree viticole di Kalipera, della Locride e del Bivoncio e deve probabilmente il suo nome alla predilizione per le zone collinari. Mostra una buona tolleranza alle avversità climatiche ed alle principali fitopatie. Vinificata generalmente in uvaggio con altre varietà locali, quando interpretata in purezza genera un vino di colore giallo con riflessi verdognoli, aroma intenso di nocciola tostata, media struttura gustativa ed un caratteristica nota astringente.
Caratteri Ampelografici: foglia media, pentagonale, pentalobata - grappolo medio, conico, alato, talvolta spargolo - acino medio, sferico con buccia consistente di colore giallo ambrato.
Maturazione: tardiva
Vigoria: medio-scarsa
Caratteristiche del vino: se ne ricava un vino giallo paglierino carico, con aroma di nocciala, lievemente tannico.
Concorre alla DOC Bivongi.
Guarnaccia calabria
: Non si conosce l’origine del nome, talvolta erroneamente confuso con Vernaccia. L’assonanza con lo spagnolo Garnacha pare da scartare. Non esistono notizie certe sull’origine di questo vitigno, anche se si è propensi a ritenerlo di provenienza siciliana, dove oggi è completamente scomparso. Lo si trova a nord della Calabria, nella parte più meridionale del Parco Nazionale del Pollino, nella provincia di Cosenza. È previsto infatti nelle Doc calabresi Pollino e Verbicaro.