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Cachaca

La cachaça è un'acquavite, comune in Brasile, ottenuta dalla distillazione del mosto fermentato di canna da zucchero.

Nella preparazione della cachaça si utilizza solamente il succo della canna allo stato grezzo, non sottoposto cioè a raffinazione e a separazione della melassa (cosa invece obbligatoria nella fabbricazione del rum, altro distillato proveniente dalla canna da zucchero). Il succo opportunamente bollito, fermentato e distillato produce così l'acquavite finale.

La cachaça è prodotta in Brasile, dove è conosciuta con un'infinità di nomi diversi (più di 2000 nomi diversi e oltre 5000 marche) e vanta una produzione record nel paese, seconda nell'ambito degli alcolici solo alla produzione di birra.

Un pò di storia:
All’inizio della colonizzazione del Brasile, dal 1530, la produzione di zucchero è apparsa come la prima opportunità economica importante da sfruttare. Anche perché i portoghesi avevano già imparato il processo di impianto e di trasformazione della canna da zucchero, come nelle isole dell’Atlantico; in più avevano le condizioni climatiche che hanno favorito la creazione di grandi unità produttive all’interno delle regioni del litorale. Per la realizzazione di questo lavoro i portoghesi hanno fin sa subito utilizzato gli schiavi africani. Tra l’altro, i coloni notarono che questi sono stati adattati al lavoro forzato, presentavano maggiore difficoltà ad intraprendere la fuga e generavano profitti alla Corona, a causa delle tasse imposte sul commercio del traffico negriero.

Nel processo di fabbricazione del zucchero, gli schiavi realizzavano la raccolta della canna e, dopo avere schiacciato i gambi, cucinavano il brodo in grandi pentole fino a diventare melassa. Nel processo di cottura, era fabbricato un brodo denso, chiamato cagaça, che è stato comunemente utilizzato con i resti della canna da zucchero come alimentazione per gli animali.

Questa abitudine faceva in modo che la cagaça fermentasse con l’azione del tempo e del clima, producendo un liquido di alto grado alcolico. Così, si può dire che sono stati gli animali da soma e da pascolo a provare per primi la famosa cachaça brasiliana! Un certo giorno, probabilmente uno schiavo, ha fatto la scoperta sperimentando questo liquido accumulato nella mangiatoria degli animali.

Un’altra ipotesi dice che una volta gli schiavi hanno mescolato una melassa vecchia con un’altra fabbricata il giorno dopo e l’hanno fatta fermentare insieme. Nella miscela, l’alcool presente nella melassa vecchia è evaporato formando goccioline nel soffitto del mulino. Alcune gocce sono cadute in testa agli schiavi e arrivando alla bocca, cosi gli schiavi sperimentarono la bevanda che sarebbe stata chiamata “Pinga”.

La cachaça che gocciolava dal soffitto raggiungeva anche le ferite che gli schiavi avevano sulla schiena, a causa delle punizioni fisiche subite. L’ardore causato del contatto delle ferite con la cachaça avrebbe dato il nome “aguardente”. Questa sarebbe la spiegazione per la scoperta di questa bevanda tipica brasiliana.

Inizialmente, la pinga appare in alcuni rapporti di cui al XVI secolo come una sorta di “vino di canna” consumato solamente dagli schiavi e dagli indigeni. Mano a mano che la divulgazione della bevanda si è propagata , i coloni cominciarono a sostituire le bevande costose importate dall’ Europa con il consumo della popolare e accessibile cachaça. Attualmente, questa bevanda distillata viene esportata in vari luoghi del mondo.

 Per la sua produzione vengono utilizzate tecniche miste; per far fermentare il succo di canna da zucchero vengono utilizzati lieviti specifici. La distillazione della cachaça può essere sia continua che discontinua. Dopo la distillazione la cachaça può essere a piacere fatta riposare in botti di legno. L'eventuale invecchiamento va dai due ai dodici anni e avviene normalmente in legno di quercia bianca brasiliana o in altre essenze tropicali di legni duri. Dalla distillazione, dalla quale si ricava un prodotto di gradazione che varia dai 68 ai 70 gradi alcolici, si riduce a circa 40° Vol prima di essere messa a dimora nelle botti di legno che variano da una capacità di 500 litri fino a 5000 litri.

Quando e come si beve?

La cachaça può essere bevuta pura o usata come base per cocktail a base di frutta tropicale; note nei bar di tutto il mondo la Caipirinha.

Curiosità:
La cachaça viene chiamata comunemente Pinga e Aguardente ma viene chiamata in ben altri 2000 nomi!