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Il Gin


Il Gin                                             Tipologie di Gin
storia e produzione di uno dei distillati più bevuti al mondo

Quanto azzurro di amori e di ricordi
Gin, infido liquor, veggo ondeggiare
nel breve cerchio onde il mio gusto mordi;

o dolci selve di ginepri, rare,
a cui fischian nel grigio ottobre i tordi
lungo il patrio, selvaggio, urlante mare!

Giosuè Carducci

Il Gin è un distillato ideato in Olanda ricavato da cereali, bacche di ginepro, cannella, mandorle amare, semi di finocchio e scorza d’arancia. Oggi vengono aggiunti altri ingredienti: cardamomo indiano, anice, finocchio, cumino, semi di coriandolo, ma questo avviene, soprattutto, in Gin prodotti in Inghilterra, perché gli olandesi sono rimasti fedeli alla composizione originale.

Un po’ di storia
Il primo Gin vide la luce nel XVII secolo e venne prodotto con lo scopo di sostituire un distillato quanto mai grossolano ottenuto dalla segale, dal mais e dal malto. Il merito del nuovo distillato è da attribuire a un farmacista di Leida, tale Sylvius Mijnheer, che lo ideò per proprio consumo personale: essendo medico, con la nuova bevanda egli sperava di curarsi il male allo stomaco e ai reni (era ben nota l’azione terapeutica del succo delle bacche di ginepro su questi organi). Ponendo l’olio di bacche di ginepro in infusione in alcol, egli ottenne un prodotto dal sentore delicato e fine, oltre che dallo sperabile potere terapeutico. Questo distillato fu chiamato dapprimaGeneva,in Inghilterra (dove alcuni sostengono sia nato prima che in Olanda), e poiJenever– che in inglese significa ginepro – in Belgio. I primi ad assaggiare questo nuovo distillato, dopo l’ideatore, furono alcuni marinai inglesi che, tornati in patria, ne richiesero importanti quantitativi, cominciando a diffonderne il consumo a Londra. Una volta conquistata Londra era conquistata, di conseguenza, tutta l’Inghilterra: nella capitale britannica il Gin venne subito imitato in varie distillerie, poiché ormai era un prodotto consolidato e di successo. Era nato il London Dry Gin,fatto non più con l’olio delle bacche, ma direttamente con bacche di ginepro mescolate con scorza d’arancia, coriandolo e altri ingredienti vegetali. Vi fu un periodo in cui il Gin divenne la bevanda nazionale inglese, anche col malcelato proposito di contrastare l’invadente distillato scozzese, lo Scotch. Il Gin inglese aveva una caratteristica gustativa molto morbida e gentile e, grazie anche al basso prezzo rispetto ad altri distillati, ben presto fu la bevanda preferita dalla massa dei consumatori poveri, almeno fino a quando venne imposta su di esso una tassa – ilGin Actdel 1736 – a motivo dell’elevatissimo numero di persone che, a causa del suo esagerato consumo, avevano sovente problemi di ubriachezza. La tassa venne abolita nel 1742. Ai tempi della regina Vittoria (metà Ottocento) il Gin fu in un certo senso rivalutato – anche perché, nel frattempo, erano assai migliorate le tecniche di produzione con la fabbricazione delLondon Gin.Addirittura ilBook of Household Management(il “Manuale della perfetta padrona di casa”), scritto a quell’epoca da una certa Mrs. Isabella Beeton, riportava ricette di cocktail a base di Gin ed era assai diffuso presso la buona società; in particolare, alle signore era consigliato di sorseggiare loSloe Gin(Gin aromatizzato con prugne selvatiche). I giovani ufficiali britannici si sfidavano nell’ideare sempre più nuovi e fantasiosi cocktail a base di Gin, fra i quali divenne molto diffuso ilGin and Tonic– che, nelle zone tropicali, veniva impiegato al posto dell’acqua per l’assunzione delle pillole di chinino per contrastare la malaria. Ormai si trovano distillerie che producono Gin in molti paesi europei, fra i quali Italia, Francia, Spagna, Svezia (ottimo ilGin Imagin) e Germania. Negli Stati Uniti le prime distillerie per la produzione di Gin sorsero nel 1920, proprio durante il periodo del proibizionismo. Esso veniva prodotto in luogo del Whisky, poiché quest’ultimo richiede invecchiamento in botti di rovere, mentre il Gin non necessita dell’invecchiamento ed è di più facile fabbricazione, potendo impiegare direttamente alcol, senza necessità di doverlo distillare. A onore di cronaca, e assecondando le ultime statistiche, possiamo affermare che i maggiori consumatori di Gin sono, attualmente, gli spagnoli.

Tecnica di produzione

Le tecniche di produzione del Gin differiscono a seconda del luogo in cui viene realizzato.

•  Sistema olandese:vengono distillati i cereali quali orzo, segale, mais e altri con distillatori discontinui; sono poi addizionate bacche di ginepro, coriandolo, cardamomo, cumino, mandorle, anice, finocchio, scorza di limone, giaggiolo, angelica, radice di liquirizia; se questo miscuglio alcolico viene distillato si ottiene ilLondon Dry Gin.Può seguire la fase di invecchiamento in botti di rovere per un periodo che varia da uno a tre anni durante i quali il prodotto, da incolore che era,acquista un colore un po’ dorato che dà luogo al cosiddettoGolden Gin.I Gin olandesi sono assai ricchi di corpo e aromatici, grazie anche all’invecchiamento predetto, mentre quelli inglesi risultano generalmente incolori.

•  Sistema inglese o “artificiale”:in questo caso non vengono distillati cereali, bensì si utilizza alcol industriale che viene poi addizionato di bacche di ginepro o di aromi vari, quali semi di finocchio e di anice, scorza d’arancia e di limone; in sostanza si tratta di un prodotto artificiale – in quanto l’alcol non è ricavato da ammostamento, fermentazione e distillazione di cereali, ma è prodotto industrialmente, cioè chimicamente – rispetto a quello originale, e non dovrebbe trovare consumatori: in sostanza la sua produzione non dovrebbe neppure essere consentita. In ogni caso questo è ilLondon Dry Gin,di cui ilPremiumè la variante con maggiore grado alcolico. In Gran Bretagna l’alcol ottenuto dalla fermentazione e successiva distillazione dei cereali viene, a volte, ridistillato per produrre ilDoppio Gin,la cui gradazione alcolica si aggira attorno ai 43-45 °C. Il distillatore prevalentemente impiegato è quello a colonna.

•  Sistema belga:qui il Gin viene prodotto convino di malto,che consiste in una miscela di orzo maltato, oltre a frumento, mais e segale,che vengono ammostati e distillati insieme a bacche di ginepro e a una serie di erbe aromatiche e spezie che variano, a seconda delle ditte, in un numero da quattro a quindici. In Belgio viene prodotto anche un tipo di Gin derivato solo dalla distillazione delle bacche di ginepro; questo genere è prodotto anche in Olanda. I distillatori impiegati sono di tipo discontinuo con scarsa resa alcolica.

In Belgio dalla distillazione delle bacche di ginepro viene prodotto un tipo particolare di Gin.

Degustazione

La degustazione del Gin non necessita di particolari bicchieri, essendo idonei sia quello da Vodka, sia quello da Cognac e da Brandy, come pure il tipo a tulipano.

Esame visivo

Osservando in controluce il bicchiere contenente Gin si dovranno notare una limpidezza assoluta e una trasparenza che lascia intravedere alcune sfumature di colore a motivo dei vari ingredienti utilizzati; se esso risulta, invece, del tutto incolore, si presume trattarsi di un distillato artificiale.

Esame olfattivo

Per ciò che attiene l’esame olfattivo si avvicina il bicchiere al naso e si procede a effettuare alcune olfazioni che devono lasciare percepire il profumo del ginepro.

Esame gustativo

Si procede, quindi, a ingerire il Gin, distribuendolo bene nelle varie parti della bocca; a questo punto – dopo lo pseudocalore conferito dall’alcol – si devono percepire il netto e fragrante aroma di ginepro ed eventuali altre percezioni di materie impiegate per insaporire e complessare il distillato.

Trovandosi ad assaggiare il Gin Tanqueray, che è ottenuto da ben quattro distillazioni fin dal 1830, si dovranno percepire, ad esempio, ginepro, camomilla, arancia e pompelmo.

Aneddoti

Al Gin viene attribuito il merito di aver indotto la pace fra gli Indiani d’America e gli inglesi. Questi ultimi, infatti, offrirono il distillato ai Pellerossa in cambio delcalumetdella pace.

Una bella poesia recita:

Ma l’uomo peccatore, di Gin e di Rum amatore,

Sopravvive fino ai novanta.

E alcuni, pure se non tanti,

Fino ai novantadue restan pimpanti.

(Anon, citato in Arnold Silcok –Verse and Worse)

Durante il periodo del proibizionismo negli Stati Uniti, il distillato che si riusciva più facilmente a reperire, neglispeakeasy,era proprio il Gin, grazie soprattutto alla semplicità della sua produzione; gli statunitensi lo fabbricavano in casa, nella vasca da bagno. Versavano, in essa, circa 20 litri di alcol, scorze d’arancia, bacche di ginepro, semi di finocchio, cannella e mandorle amare e lasciavano macerare il tutto, mescolandolo con frequenza per due giorni. Poi lasciavano riposare il tutto per altri due giorni... e il Gin era pronto da bere.

Il famoso scrittore Ernest Hemingway lo amava a tal punto che nei vari cocktail impiegava praticamente solo Gin.

Cocktail a base di Gin

I cocktail a base di Gin sono i più numerosi, ragion per cui ne riporto un maggior numero, tenendo presente che, come per i cocktail di altri distillati, quando si scrive “alcuni cubetti di ghiaccio”, senza specificare che vanno posti nel bicchiere, significa che devono essere posti nel mixer per essere scossi insieme agli ingredienti segnalati.

Abbey Crusta:3/4 di Gin, 1/4 di Vermouth, 1 cucchiaio di succo d’arancia, zucchero; decorare con scorza d’arancia.

Adriana:2/3 di Gin Tanqueray, 1/3 di Bitter Campari, molti cubetti di ghiaccio e 1 fettina di buccia d’arancia o di lime dei Caraibi.

Alaska:3/4 di Dry Gin, 1/4 di Chartreuse gialla, cubetti di ghiaccio; decorare con scorza di limone.

Amer Picon:1/2 di Dry Gin, 1/2 di Amer Picon, 1 cucchiaio di Vermouth, cubetti di ghiaccio e gocce di Van Der Bum aggiunti nel bicchiere.

Angel Face:1/3 di Dry Gin, 1/3 di Calvados, 1/3 di Apricot Brandy, cubetti di ghiaccio.

Army and Navy:2/3 di Dry Gin, 1/3 di succo di limone, 1 cucchiaio di sciroppo d’orzata, cubetti di ghiaccio.

Babel:4 parti di Dry Gin, 1 parte di Vermouth, 1 parte di Apricot Brandy, un po’ di succo di limone, 2 gocce di Maraschino, cubetti di ghiaccio.

Bermuda Rose:6 parti di Dry Gin, 2 parti di succo di limone, alcune gocce di Peach Brandy, 2 gocce di Granatina, cubetti di ghiaccio.

Blue Moon:3/4 di Dry Gin, 1/4 di succo di limone, 1 cucchiaio di Crème Yvette, cubetti di ghiaccio.

Bounty:4 parti di Dry Gin, 1 parte di Vermouth, 1 cucchiaio di Chartreuse gialla, 1 cucchiaio di Grand Marnier, 2 gocce di Angostura, cubetti di ghiaccio; decorare con 1 ciliegia candita.

Bronx:5 parti di Dry Gin, 1 parte di Vermouth, 1 parte di Vermouth Dry, 1 parte di succo d’arancia, alcuni cubetti di ghiaccio; decorare con scorza d’arancia.

Caruso:4 parti di Dry Gin, 1 parte di Vermouth, 1 cucchiaio di crema di menta bianca, cubetti di ghiaccio.

Diamond:4/10 di Gin, 4/10 di Rum, 2/10 di Anisetta (questo fu, molto verosimilmente, il primo cocktail a base di Gin).

Elegant:4 parti di Dry Gin, 1 parte di succo d’arancia, 1 cucchiaio di sciroppo di zucchero, cubetti di ghiaccio.

Gin e Cola:non è un cocktail nella comune accezione del termine, tuttavia è una miscela molto diffusa per il consumo di Gin.

Gin Fizz:3/5 di Gin con soda, 2/5 di succo di limone, 1 cucchiaio di sciroppo di zucchero, cubetti di ghiaccio; è consumato soprattutto come aperitivo.

Harry’s:2/3 di Dry Gin, 1/3 di Vermouth, 3 foglie di mentuccia, alcune gocce di Pernod, olive verdi, cubetti di ghiaccio; decorare con 1 oliva.

International:5 parti di Dry Gin, 1 parte di Vermouth Dry, alcune gocce di Pernod, alcuni chicchi di caffè, cubetti di ghiaccio; decorare con 1 chicco di caffè.

London Sour:4/5 di Dry Gin, 1/5 di succo di limone, 1 cucchiaio di sciroppo di zucchero, alcune gocce di Orange Bitter, cubetti di ghiaccio.

Martini:1 bicchiere e 2/3 di Dry Gin, 1/3 di bicchiere di Vermouth Dry (o dolce, a seconda che si desideri un “Martini Dry” o un “Martini dolce”), un leggero spruzzo di scorza di limone (dose per due persone); è il cocktail a base di Gin di gran lunga più diffuso e famoso, ideato, secondo alcuni, alla fine del Settecento con nome Martinez, mentre altri ritengono sia nato nel bar dell’hotel Knickerbocker di New York con la formula di 2 parti di Gin e 1 parte di Vermouth bianco; le formule più diffuse sono: 8/10 di Gin, 2/10 di Vermouth Dry in bicchiere con tanti cubetti di ghiaccio; la formula detta Hemingway consiste nello “sporcare” i cubetti di ghiaccio e poi mettere solo Gin.

Negroni (classico):1/3 di Dry Gin, 1/3 di Vermouth rosso, 1/3 di Bitter Campari e 1/2 fetta d’arancia; ideato nel 1919-20 dal conte Camillo Negroni a Firenze nel Caffè Casoni, nei primi tempi il suo nome era:“l’Americano alla maniera del conte Negroni”; di questo cocktail, fra i più famosi al mondo, vi sono più varianti: Negroni sbagliato, Negrosky, Brunosky, Sparkling Negroni (per il quale viene impiegato anche Spumante o Champagne), Redhuvber, Negroni Seal (che prevede una doppia dose di Vermouth) e altri ancora. La ricetta, approvata dall’AIBES (Associazione Italiana Barmen e Sostenitori), prevede 60 g di Dry Gin, 30 g di Vermouth dolce, 30 g di Campari: diventata di uso internazionale, non corrisponde però a quella originale del Conte; in ogni caso, il Negroni va servito in un bicchiere tumbler con ghiaccio.

Negroni Special:1/3 di Gin morbido (ad esempio Plymouth), 1/3 di Vermouth Carpano, 1/3 di Bitter Campari; è meno secco rispetto al precedente, dato che contiene Gin più morbido.

Opera de Paris:4 parti di Dry Gin, 1 parte di Dubonnet, 1 cucchiaio di Mandarinetto, cubetti di ghiaccio.

Orange Blossom:1/2 di Gin morbido (come il Plymouth), 1/2 di succo d’arancia. Il nome deriva dal lussuoso treno che, negli anni Cinquanta del XX secolo, collegava Miami con New York.

Park Avenue:4 parti di Dry Gin, 2 parti di succo d’ananas, 1 parte di Vermouth, uno spruzzo di Curaçao, cubetti di ghiaccio.

Summer:1/3 di Gin, 1/3 di Punt e Mes, 1/3 di Amaro Averna, 1 fetta d’arancia; riempire il bicchiere con Schweppes Ginger Ale.