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Pepe di Voatsiperifery

Pepe di Voatsiperifery

Nome botanico: Piper borbonense
Famiglia: Piperaceae
Vero pepe. Appartenendo alle Piperaceae, è un vero pepe. Il nome deriva da voa che significa frutta e tsiperifery che significa pianta.
Caratteristiche della pianta. E’ una liana rampicante, parassita spontanea che colonizza alberi ad alto fusto e che fruttifica solo nella parte giovane, ovvero la parte terminale ad altezze di circa 10-20 metri. Proprio per questo è di difficile raccolta. I frutti vengono raccolti a mano dalle donne dei villaggi vicini alle foreste dove le piante crescono allo stato selvatico.
Origine. Madagascar sud occidentale.
Paesi produttori. Madagascar. Una volta molto raro, la sua produzione è aumentata, circa 1500 chili l’anno, ma per la difficoltà di raccoglierlo, spesso vengono tagliate le liane e c’è il rischio di estinzione della pianta. Oggigiorno si trova anche alle isole di Reunion e di Mauritius con il nome Pepe liana.
Paesi utilizzatori. Molto raro e costoso, è usato in Europa per l’alta cucina. Come per il pepe rosa, sono solo pochi anni che si è iniziato a usarlo in cucina.
Parti utilizzate: i frutti, detti bacche.
Stagionalità: da agosto a dicembre.
Componenti. Le bacche contengono circa il 90% d’acqua.
Tipologie in vendita. Bacche essiccate.
Aspetto. Le bacche assomigliano a quelle del cubebe: sono piccole, leggermente ovali circa 5-6 mm; con attaccato il caratteristico picciolo e di color marrone scuro.
Odore. Boscoso, di frutta e di fiori, piccante, molto fresco.
Sapore. Leggermente dolce, aromatico, pungente con note fruttate persistenti, in particolare di limone. Non troppo piccante né troppo aromatico.
Scala di intensità: 3.
Impieghi. Molto adatto al pesce e ai crostacei.  Si sposa con la carne rossa, il maiale e l’agnello, con l’anatra e il foie gras. Adatto anche ai piatti agro dolci (con miele). Delizioso anche con insalate e frutti rossi (come lamponi, fragole, cramberry) e dessert al cioccolato fondente.
Consigli per l’uso. I grani piccoli di questo pepe consentono di usarlo intero o macinato, ma aggiungetelo all’ultimo momento altrimenti diventa amaro e perde la fragranza.
Proprietà benefiche. Utilizzato nella medicina tradizionale malgascia contro le malattie del fegato.

Curiosità. Sul Giornale dell’esorcista, scritto da Padre Franck Dijoux nel 1951, si leggeva:
"Per il fegato una fetta di papaia e un po’ di pepe del Madagascar una volta al giorno; tutto cioò che è buono per il fegato, è buono per il fegato..."