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Aleatico passito Docg

Aleatico dell'Elba Docg

Zona di produzione: Isola d'Elba (Provincia di Livorno).
Nell'isola d'Elba la viticoltura era già praticata fin dal tempo della dominazione etrusca ed il ritrovamento di moltissimi reperti anche del periodo romano, molti dei quali idonei alla conservazione e al trasporto del vino, attesta che in quell'epoca era molto florido il commercio del vino. Anche in epoca medievale, la produzione di vino era molto fiorente e, attraverso Pisa, veniva esportato in tutta la toscana. Nel 1595 Ferdinando I dei Medici erogò numerose norme allo scopo di tutelare i vigneti dai danni arrecati dal bestiame. Successivamente, il Granduca Leopoldo di Lorena regolamentò la vendita di vino a Portoferraio. Nel periodo tra il XIX e il XX secolo, la viticoltura rappresentava una grande risorsa per l'economia elbana, con un quarto circa della superficie totale dell'isola destinata a vigneti. L'imponente crescita del turismo nel secondo dopoguerra ha provocato una notevole contrazione della superficie vitata. Negli ultimi anni si è però assistito ad un'inversione di tendenza, che ha portata una crescita sia quantitativa che, soprattutto, qualitativa della produzione di vini dell'isola. Punta di diamente della viticoltura elbana è l'Aleatico dell'Elba Passito, ottenuto da uve di Aleatico sottoposte ad almeno 10 giorni di appassimento all'aria.
L'Aleatico è un vitigno a bacca rossa coltivato soprattutto in Toscana, Lazio e Puglia; è considerato una mutazione genetica del Moscato Bianco.

Vitigni - Grado alcolometrico minimo - Invecchiamento e qualifiche

Vitigni: unicamente Aleatico.

- titolo alcol. tot. minimo: 19% di cui almeno 12 svolto;
- acidita' totale minima: 6 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 35 g/l;

Caratteristiche organolettiche

- colore: rosso rubino carico, talvolta con riflessi violacei e tendente al granato con l'invecchiamento;
- odore: intenso, caratteristico;
- sapore: dolce, di corpo, armonico.

Abbinamenti e temperatura di servizio

Grande vino da meditazione; l'abbinamento gastronomico ottimale è con la "schiaccia briaca", dolce tipico elbano a base di frutta secca; ottimo anche con crostate di frutta e preparazioni a base di crema e frutti di bosco. Temperatura di servizio: 12-14°C.