www.vinocibo.it

Provenza e Corsica

Provenza e Corsica vitivinicola

Lo storico romano, Pompeius Trogus, racconta che a Protis, un marinaio greco della Focea, che venne qui nel 1600 a.C., fu offerto  da Gyptis, la bella figlia del capo. Una prova che a Protis piacquero sia Gyptis sia il vino è che in seguito, si stabili nella Provenza sposando la figlia del capo. Questo racconto può significare che la vigna esisteva nella zona già prima dei greci e quando vennero i romani trovarono vigneti lussuregginati lungo la costa. Le tradizioni viticole della Provenza hanno, quindi, per lo meno 2600 anni, ma i viticoltori di oggi non riposano sugli allori e lavorano intensamente per
migliorare e rinnovare i propri vini. Nella Provenza troviamo 8 AOC  ognuno con uno stile proprio. Da Marsiglia si arriva a Cassis, che fu classificato come AOC già nel 1936. Il distretto consiste in una vallata, chiusa da rocce calcaree, che si estende fino alla pittoresca cittadina portuale. I vini, rossi, bianchi e rosati, che si producono qui sono simpatici ma con prezzi troppo alti. Procedendo alcuni Km. verso sud-est , si arriva a Bandol, dove si producono alcuni dei vini migliori della regione. Il vitigno più importante è mouvedre, che da un vin de garde (vino d'invecchiamento) di un colore profondo e un bouquet con note di more, ricco di tannini e acidità in bocca unito a un retrogusto complesso di ribes, cannella, violetta ed erbe aromatiche. Si producono, inoltre, una monire quantità di vini bianchi con i vitigni clairette, rolle, bourboulenc e ugni blanc, e, naturalmente, i rosati per i quali la Provenza è particolarmente famosa. La piccolissima zona, Bellet, vicino a Nizza, ebbe, come Bandol, la sua AOC nel 1941. Il terreno consiste in un conglomerato di sassolini levigati, con un'alta percentuale di silice, la quale potrebbbe essere la ragione dell'alta qualità e dell'aromaticità dei vini. Il vitigno rolle domina nei vini bianchi con aggiunte minori di ugni blanc e mayorquin, mentre per i vini rossi le uve sono soprattutto fuella braquet e cinsault. Per i rosati si impiegano tutti questi vitigni insieme a diversi altri, autorizzati nel distretto. Cotes de Provence , la denominazione più grande, si estende tra Tolone, Réjus e le alpi marittime e il distretto offre una moltitudine di terreni e microclimi. Oggi, i coltivatori lavorano per ottenere denominazioni proprie per i diversi distretti della zona: Bordure Maritime, Les Collines e Sainte Victoire. I vitigni dominanti sono grenace, mouvedre e syrah per i rossi e rolle e ugni blanc per i bianchi. Tra le colline del Draguignan si trova la casa vitivinicola sperimentale di Vin & Sprit, Domaine Rabiega, che era destinata principalmente, a essere un luogo di studi e aggiornamento per i dipendenti di Vin & Sprit e Systembolaget, ma Lars Toetenson ha trasformato l'azienda in un'impresa vitivinicola modello della zona. nel 1993 il distretto adiacente, Coteaux Varois, fu promosso ad AOC, e i vini che si producono lì hanno molto in comune con i cini di Cotes de Provence. Tutto considerato, la zona ha buoni presupposti per aumentare la qualità dei propri vini rossi e il Syndacat de defence des vins de Provence (un gruppo di viticoltori entusiasti) fa tutto quel che può per diffondere il nome di Cotes de Provence.Coteaux d'Aix en Provence e Coteaux d'Aix en Provence Les Baux sono due vaste denominazioni che si estendono su migliaia di ettari tra Les Baux, sulla cima di una montagna, fino a Aix en Provence. Qui troviamo tante aziende eccellenti, tra le altre, Chateau Vignelaure a Rians. L'azienda vinicola consiste in 55 ettari di vigneti con il 60% di cabernet sauvignon, il 30 % di syrah e il 10% di grenache. L'attuale proprietario del castello è l'inglese David O'Brian che, continuando la tradizione del proprietario precedente, Georges Brunet, produce i suoi vini ecologicamente e si diverte a miscelare i vitigni migliori del Bordeaux e del Rodano. Vicino a Les Baux, nella parte occidentale della zona, Domaine de Trevallon produce un vino intessantissimo con cabernet sauvignon e syrah. Infine arriviamo al distretto di Palette, una denominazione che autorizza più di trenta vitigni per i propri vini. I monaci carmelitani furono i primi nel 1500, a piantare la vite nella zona che affascinò anche Cézanne. Tre quarti della superficie è occupata dall'azienda vinicola più famosa della denominazione, Chateau Simone, dove i vini rossi, durante il loro lungo affinamento nelle botti dellecantine centenarie, possono sviluppare uno stile originale e un ricco bouquet di rovere, violetta, erbe aromatiche e resina di pini.
In Corsica come nel Linguadoca Roussillon, si produceva troppo vino,  e dal 1991 la superficie vitata è stata ridotta ai due terzi, a circa 10.000 ettari. Il vino che viene prodotto oggi è appena
sufficiente per il consumo interno. L'esportazione è quindi molto ridotta. Il terreno è granitico nella parte sud occidentale dell'isola e calcareo nella parte setentrionale. Si coltivano 40 diversi vitigni. Il più
conosciuto, ricco in tannini e con una certa somiglianza al vino italiano sangiovese, è il nielluccio, il vitigno base dei vini rossi da Patrimonio, un piccolo distretto settentrionale con terreno calcareo. I
vini della denominazione Ajaccios vengono dai terreni granitici della costa occidentale e, qui, troviamo sciacarello il vitigno che da i vini rossi più longevi con profumo di lampone, caffé e mandorle tostate. Il
vermentino, che in Provenza è chiamato rolle, è il vitigno bianco più importante.