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Arance

Originario di Cina, Indocina ed altri paesi del Sud Est asiatico, l'arancio è un albero che può superare i 10 metri di altezza. Diffusosi in tutto il bacino del Mediterraneo, venne infine introdotto in America da Cristoforo Colombo, alla fine del XV secolo.

Un albero adulto produce circa 500 frutti all'anno e se ne coltivano centinaia di varietà. Nel nostro paese più di venti varietà vengono coltivate come frutta da tavola ed altrettante utilizzate per la produzione di succhi (durante la lavorazione delle quali viene estratto dalla buccia l'olio essenziale) e, in misura minore, per la produzione di canditi e frutta essiccata.
Le varietà più coltivate in Italia sono:

  • Arancia Tarocco. E' una varietà pregiata, con polpa striata di rosso, in genere priva di semi. Disponibile sul mercato da metà Dicembre fino alla fine di Maggio, è adatta sia per il consumo (quelle di pezzatura più grande) che per spremute (quelle più piccole).
  • Arancia Moro. E' un'arancia ovoidale con polpa rossa, pochi semi e ricca di succo, dunque particolarmente adatta per le spremute. E' disponibile sul mercato dalla prima decade di Dicembre fino alla fine di Febbraio.
  • Arancia Sanguinello. Più piccola dell'arancia Moro, presenta polpa più rossa. E' un'arancia poco zuccherina e con un elevato contenuto di acido citrico.
  • Arancia Navel. Si tratta di un gruppo di arance (Navelina, Washington Navel e Navelate) caratterizzato da grande pezzatura, buccia uniformemente colorata e forma sferica. Le arance Navel sono disponibili sul mercato da Ottobre a fine Maggio e sono apprezzate per la bassa acidità che esalta la dolcezza del succo, tipicamente di colore giallo.

Le arance si trovano sul mercato ormai tutto l'anno: quelle italiane sono disponibili da Ottobre a fine Maggio, mentre poi rimangono in commercio i prodotti di importazione. Il momento migliore per gustare le arance nel pieno della maturazione è quello che va da Novembre a Marzo.
Se si acquistano arance provenienti da coltivazioni biologiche si può utilizzare anche la scorza, altrimenti è preferibile buttare via la buccia: gli agrumi sono trattati superficialmente con difenile oppure con ortofenilfenolo E230, E231, E232, E233, una classe di conservanti antimuffa di origine petrolchimica e caratterizzati da una certa tossicità (queste sostanze non penetrano nella polpa).
Le arance «non trattate» non sono biologiche: la dicitura indica semplicemente che non sono state trattate in superficie con cera (E904, E914), e non esclude affatto l'utilizzo anche massiccio di sostanze chimiche che possono essere assorbite dalla buccia.
L' Indicazione Geografica Protetta Arancia rossa di Sicilia individua alcune varietà di arance polpa rossa (moro, tarocco e sanguinello) che rispettano quanto previsto nel relativo disciplinare di produzione «Arancia rossa di Sicilia IGP» regolato dal Ministero per le Politiche Agricole. La coltivazione avviene anche in Calabria e le arance prodotte devono sottostare a precisi vincoli in termini di pezzatura, tenore zuccherino, stato e modalità di conservazione.

Arancio amaro
L'Arancio amaro (Citrus aurantium L.) viene utilizzato dall’industria alimentare per la preparazione di prodotti di pasticceria o per la produzione di liquori come ad esempio il Curaçao.
E' un ingrediente tipico delle marmellate, ma anche di molti integratori brucia grassi. Alcuni ricercatori americani hanno infatti scoperto che in precisi stadi di maturazione, il frutto, acerbo ed essiccato, si arricchisce di una miscela di ammine simpatomimetiche, di cui la sinefrina (sostanza in grado di provocare una significativa riduzione dell'assunzione di cibo) ne rappresenta il principale costituente.
Ogni anno si raccolgono in tutto il mondo oltre 30 milioni di tonnellate di arance. Nel 2005, il maggiore produttore mondiale era il Brasile, seguito da Stati Uniti e Messico. L'Italia e la Spagna sono i maggiori produttori europei.

La frutta deve sempre essere lavata accuratamente prima del consumo: la moderna tecnologia agricola utilizza spesso degli antiparassitari pericolosi per l'uomo.

Le norme di qualità previste per la commercializzazione di frutta e verdura sono basate su parametri prevalentemente di aspetto, consistenza, organolettici e igienico-sanitari. Non sono previste analisi sulla variazione del contenuto in nutrienti.