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Barbera d'Asti Docg Nizza

Barbera d'Asti superiore Nizza

è un vino a DOCG prodotto nei Comuni di Agliano Terme, Belveglio, Bruno, Calamandrana, Castel Boglione, Castelnuovo Belbo, Castelnuovo Calcea, Castel Rocchero, Cortiglione, Incisa Scapaccino, Moasca, Mombaruzzo, Mombercelli, Nizza Monferrato, Rocchetta Palafea, San Marzano Oliveto, Vaglio Serra, Vinchio in Provincia di Asti Indice

Vitigni con cui è consentito produrlo 
Barbera 100%;
Tecniche di produzione I terreni da destinarsi alla coltivazione del Barbera devono presentare le seguenti caratteristiche: Granmulometria: argillosi, limosi, sabbiosi e calcarei, nelle loro combinazioni; Giacitura: esclusivamente collinare altitudine: non superiore a 650 metri s.l.m. con esclusione dei terreni di fondovalle, umidi o non sufficientemente soleggiati; Per i nuovi impianti e i reimpianti la densità non può essere inferiore a 4 000 ceppi/ha. Le forme di allevamento consentite sono il Guyot tradizionale ed il cordone speronato. È vietata ogni pratica di forzatura. Richiede un invecchiamento di almeno 18 mesi a decorrere dal 1º gennaio successivo alla vendemmia di cui 6 in recipienti di legno. Tutte le operazioni di appassimento delle uve, vinificazione, invecchiamento e imbottigliamento, debbono essere effettuate nella zona DOCG.
Caratteristiche organolettiche
colore: rosso rubino, intenso, tendente al granato con l'invecchiamento.
odore: intenso caratteristico, etereo
sapore: secco, corposo, armonico e rotondo.
Informazioni sulla zona geografica
L'area di produzione comprende la Provincia di Asti. Si tratta di un sistema collinare poco elevato, compreso per lo più tra i 150 e i 400 metri di altitudine, caratterizzato da clima temperato o temperato-caldo (circa 1800 gradi giorno), poco ventoso e con una piovosità annuale media intorno ai 700 millimetri.
Cenni storici
Una prima traccia della Barbera si riscontra in uno scritto del XVII secolo conservato nel municipio di Nizza Monferrato. Nel 1798, entra ufficialmente nell'elenco dei vitigni piemontesi quando viene redatta la prima Ampelografia dal conte Nuvolone della Società Agraria di Torino.Nella "Ampelografia della Provincia di Alessandria" di Leardi e Demaria, del 1873 (ricordando che detta provincia allora comprendeva tutta la provincia di Asti), si legge a proposito del Barbera: "È vitigno conosciutissimo ed una delle basi principali dei vini dell' Astigiano e del basso Monferrato, dove è indigeno e da lunghissimo tempo coltivato". Si diffonde rapidamente nell'Ottocento e nel Novecento e oggi è considerato il principale vitigno a bacca nera del Piemonte. Dai toni rustici, celebrato da poeti di valore, quali il Carducci e il Pascoli, ora il vino Barbera fin dai primi anni di vita viene affinato sapientemente nei piccoli legni di rovere, ammorbidendo il gusto[2] Precedentemente all'attuale disciplinare questo vino era stata riconosciuto DOC con DPR 09.01.1970 (G.U. 73 - 23.03.1970), il riconoscimento DOCG è avvenuto con DM 08.07.2008 (G.U. 169 - 21.07.2008), una prima modifica con DM 17.09.2010 (G.U. 236 - 08.10.2010) ed ulteriore modifica con DM 30.11.2011 (Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP)