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Marzolina

 

Presidio Slow food

Marzolina

 


È un piccolo formaggio che un tempo si produceva solo nel primo periodo di lattazione della capra, nel mese di marzo, appunto, da cui il nome. Si ricava con il latte di due mungiture coagulato con caglio di

capretto. Dopo la rottura la pasta è posta a sgrondare nelle formelle e quindi pressata a mano e salata a secco. Si può consumare la Marzolina così, piuttosto fresca, ma secondo la tradizione deve stagionare per qualche giorno su graticci di legno in ambiente ventilato e rivoltando ogni giorno le forme. Quindi si lasciano maturare le formaggette qualche mese in damigiane di vetro colmate con olio di oliva. Prima di riporle nel recipiente possono essere lavate con olio e aceto e circa quattro volte l’anno si cambia l’olio e si estraggono le marzoline per la pulitura.
La Marzolina ha forma cilindrica allungata oppure tronco-conica, non presenta crosta, ma una buccia dura e asciutta. La pasta è bianca, compatta, scagliosa e leggermente occhiata. Il colore è bianco latte e, dopo sette, otto mesi di permanenza sott’olio, diventa bianco avorio. Formaggio secco e duro, è reso appena più pastoso dalla permanenza nell’olio d’oliva. Al naso è abbastanza ircino: si sente nettamente l’odore animale caratteristico dei formaggi caprini. In bocca all’inizio è abbastanza dolce, ricco e untuoso; se è stagionato a lungo il gusto diventa sempre più potente per terminare in modo piccante ma non pungente.

Stagionalità

La produzione migliore, per la Marzolina fresca, viene effettuata da marzo a maggio, ma la produzione destinata alla stagionatura può durare fino ad agosto.

Presidio Slow FoodPresidio Slow food

I Presìdi sono progetti di Slow Food nati per salvaguardare e valorizzare prodotti eccellenti che rischiano l’estinzione. In Italia ne esistono più di cento e molti di questi rientrano nelle aree protette. 

L’area storica di questo formaggio è sulle pendici dei monti Ausoni, in particolare ad Esperia ma grazie all’incremento dell’allevamento caprino nelle province di Frosinone e Latina, questa particolare lavorazione ha trovato nuovi interpreti, soprattutto in Val di Comino. La produzione della Marzolina infatti era quasi sparita ma fortunatamente nel comune di Esperia la tradizione si è mantenuta e una produttrice lungimirante ha saputo trasmettere la ricetta a un giovane produttore che negli anni passati ha ripreso ad allevare capre e ha riavviato una discreta produzione.
L'obiettivo del Presidio Slow Food è recuperare altri produttori che riprendano questa tradizione: oggi i produttori coinvolti dal progetto sono due giovani che utilizzano per la produzione il latte delle loro capre, prevalentemente di razza Grigia Ciociara, Camosciata e Bianca Monticellana. Il Presidio richiede, nel disciplinare di produzione, che le capre siano alimentate brade per tutto il periodo favorevole al pascolamento.