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Vitigni A

Vitigni di tutto il mondo dalla A alla Z

Abbuoto:Origini:vitigno a bacca nera di origini remote, dal quale si produceva con molta probabilità il famoso Cécubo, più volte decantato da Orazio. Secondo quanto citato dal Drao (1934),veniva coltivato nella zona pedemontana e collinare del comune di Fondi (LT). E' stato descritto come vitigno italiano anche dal Viala e dal Vermorel (1909).
Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali: ha foglia leggermente grande, pentagonale, pentalobata; grappolo medio-grande, di forma cilindrico-conica, a volte con una o due ali; acino medio-grande, di forma sub-rotonda, buccia spessa e pruinosa, di colore nero violaceo. L'acino si stacca con facilità dal suo pedicello. Predilige forme di allevamento di media espansione e potatura corta.
Malattie e avversità: tollera molto bene l'oidio , abbastanza la peronospora, ma in generale è mediamente resistente a tutte le malattie crittogamiche. E' sensibile alle gelate primaverili.

Abrostine: Descritta a partire dai primi del ‘600, come una varietà che cresceva spontanea nei boschi, questo vitigno a bacca nera, conosciuto anche con il nome di Raverusto o Abrostolo, è una cosiddetta vite “labrusca”, ovvero selvatica, da sempre utilizzata per conferire colore e struttura ai mosti ricavati da altre varietà locali.
Di media vigoria e buona produttività, esso mostra una buona resistenza alle principali crittogame, anche grazie al suo grappolo spargolo con acini piccoli e buccia spessa.
Vinificato in purezza, dà luogo a un vino con caratteristiche organolettiche molto interessanti: colore rosso rubino molto intenso, aroma nettamente erbaceo che ricorda quello di alcuni vitigni bordolesi, buona struttura complessiva.

Abrusco: Vitigno ad uva nera di antica origine toscana, l’Abrusco appartiene al grande gruppo dei “vitigni da colore” ed è probabilmente imparentato con l’Abrostine, dunque anch’esso derivante dalla lontana domesticazione dalle uve selvatiche presenti in zona ed ora presente a livello di reliquia in limitatissime aree della provincia di Firenze.
Spesso coltivato insieme al Colorino, è un vitigno di scarsa vigoria e media produttività, con grappolo spargolo, bacche piccole con buccia consistente, e buona tolleranza alle principali malattie ed avversità ambientali.
Il vino che se ne ricava presenta una colorazione rosso intenso, con leggero profumo speziato ed erbaceo, gusto morbido, strutturato e persistente.

Agiorgitiko: questo antico vitigno da vino rosso di alta qualità è la seconda uva più coltivata in Grecia. Vinificato a secco produce vini rossi piuttosto vigorosi e di lunga durata, tra i migliori in Grecia.

Aglianico: Sinonimi: aglianicone, guanico, gesualdo, uva aglianica, ellenico, uva nera. Cloni diversi: femmina, mascolino, san severino, zerpoluso.
Il vitigno Aglianico ha probabili origini Greche e in Italia si trova soprattutto nelle province di Avellino e Benevento in Campaniae di Potenza  in Basilicata. Il vitigno Aglianico predilige i terreni vulcanici, presenti nei territori in cui offre i migliori risultati. Col vitigno Aglianico si producono grandi vini, quali il Taurasi DOCG. I vini prodotti con l'Aglianico si prestano ad affinamenti in legno, sia in botte grande che in barrique. L'affinamento in legno tende a smussare il tannino dei vini giovani e addolcire il prodotto rendendolo fine ed armonico. La diffusione del vitigno Aglianico lo ha dotato di una fortissima variabilità intravarietale e zonale che ha portato alla registrazione nel Registro Nazionale delle Uve da vino di due distinte varietà: l’Aglianico – coltivato soprattutto a Taurasi in Campania – e l’ Aglianico del Vulture – diffuso in Basilicata (La sua culla è sicuramente la zona del Vulture, in Basilicata, nella provincia di Potenza. Il Monte Vulture (1326 m.s.l.m) è un antico vulcano inattivo e sulle sue pendici l’Aglianico ha trovato una condizione pedoclimatica perfetta). Più di recente, approfondite indagini molecolari, ampelometriche e biochimiche, effettuate per mezzo del DNA e svolte dall’Istituto Agrario di S.Michele all’Adige, hanno permesso di stabilire che l’Aglianico e l’Aglianico del Vulture possono essere biotipi della stessa varietà avendo la stessa identità genetica, e che le differenze sarebbero quindi da imputare più che altro alla fortissima variabilità fenotipica e genotipica, avvenuta in conseguenza dell’antica riproduzione da seme.

Colore bacca: Nera
Regione: Campania, Puglia, Molise, Basilicata, Calabria
Caratteristiche varietali:
Il vitigno Aglianico ha le seguenti caratteristiche varietali:
  • Foglia: media, allungata, orbicolare oppure trilobata.
  • Grappolo: medio-piccolo, cilindrico, molte volte alato, compatto.
  • Acino: medio-piccolo, ellissoidale. Buccia: pruinosa, sottile, resistente, di colore nero.
Caratteristiche produzione: Il vitigno Aglianico ha produzione abbondante e costante.

Coltura ed allevamento: Il vitigno Aglianico predilige l'allevamento in controspalliera, ma si adatta bene anche ad altre forme di allevamento.
Caratteristiche vino: Il vino che si ottiene dal vitigno Aglianico è rosso rubino, fruttato, fresco e tannico, di buon corpo, adatto all'invecchiamento.

Aglianicone:Origini: Vitigno a bacca rossa che fa parte della numerosa famiglia degli Aglianici. Ha origini antichissime, era già conosciuto in epoca romana ed è stato portato in Italia con molta probabilità dai Greci, durante il periodo di colonizzazione del Meridione. Non è raro trovarlo nei vigneti al fianco del più noto Aglianico. Non è previsto in nessun disciplinare ma è fra le uve raccomandate in Basilicata. Ha alcuni sinonimi quali Aglianicone nero, Aglianico bastardo e Glianicone. La modesta qualità del vino che se ne ottiene ha spinto a preferire mescolarlocon vitigni per vini comuni da
pasto, ove apporta un buon contributo di acidità.
Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali: Ha foglia media o medio-grande, pentagonale, trilobata, a volte pentalobata; grappolo medio-grande, leggermente allungato,conico o cilindrico, semplice o alato, compatto; acino medio, rotondo, con buccia spessa e consistente, ricoperta di pruina, di colore blu-nero. Predilige terreni mediamente fertili, ma si adatta bene anche in quelli meno dotati.Malattie e avversità: Resiste abbastanza bene alle principali malattie crittogamiche, in particolare all'oidio . Sopporta bene le avversità climatiche e le gelate primaverili.
Aidani: vitigno coltivato in grecia, conosciuto sin dall'antichità per la produzione di vini dolci ottenuti dall'appassimento delle uve, all'epoca conosciuti con il nome generico di malvasia.

Airen: E' stata fino agli anni 2000 la varietà più diffusa al mondo, occupa quasi un terzo dei vigneti della Spagna,da dove proviene. E' il principale componente del Brandy; insieme al Tempranillo, viene utilizzata per produrre vini rossi leggeri. Nel sud della Spagna è chiamata anche Lairén. Per molti aspetti è assimilabile al francese Ugni Blanc e, quindi, al nostro Trebbiano. Infatti è un'uva quasi neutra, spesso utilizzata per produrre vini di pronta beva o bianchi più pesanti ma con marcate sensazioni di ossidazione.
Alarijen: vitigno spagnolo a bacca bianca coltivato esclusivamente nel'extremadura.

Albalonga: Origini:Si tratta di un incrocio prodotto in Germania, nell'Assia Renana, ottenuto da Riesling e Sylvaner. Nelle annate buone viene utilizzato anche per la produzione degli Auslese, in quanto è facilmente attaccabile dalla Botrytis cinerea.

ALBANA: Sinonimi: albana della Forcella, albana del riminese, greco, greco di Ancona. Individuati venti cloni diversi, cinque dei quali hanno ottenuto il riconoscimento ufficiale: albana gentile dì Bertinoro, albana della Serra, albana della Compadrona, albana della Bagarona ed albanadella Gaiana.
Cenni Storici:le origini sono talmente antiche che non è facile distinguere la storia dalla leggenda. Le prime notizie documentabili risalgono al 1200: è stato citato da Pier de  Crescenzi (1303) ed i suoi pregi sono stati sottolineati nel 1654 dal Tanara, che già distingueva il vitigno in diversi tipi. La sua coltivazione riguarda soprattutto la Romagna: altrove i vari tentativi di diffusione hanno sempre dato scarsi risultati.
Zone di coltivazione: è diffuso soprattutto nelle zone collinari della Romagna, mentre altrove diversi tentativi di coltivazione hanno dato scarsi risultati.
Caratteristiche: foglia grande, pentagonale, tri-pentalobata, lobi marcati, pagina superiore di colore verde scuro, bollosa. Grappolo grosso, di lunghezza variabile, generalmente cilindrico, ma anche conico o diindrico-conico, compatto, mediamente spargolo o spargolo, semplice od alato. Acino di media grandezza, sferoide, buccia spessa, poco consistente, di colore giallo verdognolo, tendente all ambrato, pruinosa.
Vigoria: notevole.
Produttività: buona e costante.

Albanella: Origini: Vitigno a bacca bianca di origini sconosciute, morfologicamente è simile al Greco bianco e ha una probabile parentela con l'Albaranzeuli bianco della Sardegna e con l'Elbling della Mosella. Dopo un periodo di fortissima contrazione a partire dai primi del '900, la coltivazione dell'Albanello è quasi scomparsa, anche se alcuni Enti della provincia di Pesaro stanno lavorando a un progetto di recupero.
Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali: ha foglia medio-grande, orbicolare e pentalobata; grappolo medio, abbastanza corto, cilindrico o tronco-conico, semplice o alato (1 o 2 ali corte) e di media compattezza; acino medio, da sferoidale a ovoide, con ombelico molto evidente, buccia mediamente pruinosa, spessa e consistente, con epidermide di colore giallo-verde, dorata nella parte esposta e dal sapore semplice ma caratteristico. Ha buone vigoria e produttività media. Predilige la potatura media con forme di allevamento a spalliera, anche se si adatta bene anche alla potatura
corta.
Malattie e avversità: tollera abbastanza bene gli agenti parassitari.

Albaranzeuli bianco: Origini:Vitigno a bacca bianca di probabili origini spagnole, del quale purtroppo non si hanno notizie bibliografiche. E' fra le varietà in via di estinzione, in Italia se ne trova ancora qualche vigneto in Sardegna, fra Oristano e Nuoro, quasi sempre insieme ad altre uve. Non viene mai vinificato in purezza.Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali: Ha foglia media, orbicolare,
quinquelobata, più raramente trilobata; grappolo medio, semi-serrato, conico o cilindrico-conico, a volte anche piramidale e con un'ala; acino medio, sferoidale, con buccia spessa e consistente, con buona copertura di pruina, di colore giallastro con screziature dorate, di sapore semplice. Ha produzione media o abbondante. Predilige forme di allevamento a media espansione con potatura media o corta. I climi caldi e i terreni aridi e prevalentemente silicei sono il suo habitat preferito.
Malattie e avversità: Ha media resistenza alle gelate primaverili e alle malattie crittogamiche, ma è sensibile al marciume  in terreni umidi.

Albaranzeuli nero:Origini: La sua somiglianza con il Girò lascia presupporre che questo vitigno a bacca nera possa provenire dalla Spagna. In Italia è in via di estinzione, lo si può trovare in alcune zone della Sardegna, come la Barbagia, i Colli del Limbara, l'Ogliastra, la provincia di Nuoro. Viene detto anche Albarenzelin, Alvaranzeuli, Alvaranzelin. Il suo basso tenore zuccherino e la scarsa acidità lo rendono più adatto ad essere miscelato con altre uve.
Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali: ha foglia media, pentagonale e pentalobata; grappolo medio, cilindrico, alato e mediamente compatto; l'acino ha grandezza media, forma sferica, con colorazione rosso scarico con riflessi violacei; la buccia è ricoperta di pruina, sottile ma consistente. Non ha particolari problemi o esigenze legati al clima o al tipo di terreno.
Malattie e avversità: tollera abbastanza bene i principali agenti parassitari e le avversità climatiche.
Albarello: vitigno spagnolo a bacca bianca coltivato in piccole aree della Curuna (nordovest della Spagna).
Albarino: vitigno spagnolo a bacca bianca caratterizzato da evidenti note aromatiche fruttate, coltivato in Spagna e Portogallo (dove è conosciuto con il nome di alvarinho). Oltre ad essere vinificato in purezza si presta ad uvaggi col caino e loureiro
Albarino: vitigno spagnolo a bacca bianca, diffusa in Galizia nelle DO (Denominaciòn de Origin) Rias Baixas (dal 1988) e Ribeira Sacra. Regala aromi freschi, ma complessi (pompelmo, scorza d’agrumi, frutta esotica), arricchiti da una presenza minerale, sempre riscontrabile al palato. In piena maturità l’Albarino esprime una chiara nota di polpa d’albicocca. In Portogallo è utilizzato per il classico Vinho Verde.

Albarola:Origini: Uva neutra, molto utilizzata in Liguria e nelle Cinque Terre, ma si trova anche in Toscana.Dà un vino bianco dal colore giallo paglierino chiaro, talvolta con riflessi verdognoli, dal profumo accentuato di erba di campo. Il suo colore piuttosto scarico gli ha dato il sinonimo di Bianchetta, confermato di recente da indagini comparative con la Bianchettagenovese.
Anticamente era conosciuta anche come Calcatella, a causa degli acini sul grappolo "calcati" uno sull'altro. Secondo Dell'Olio Macaluso (1963) sarebbe un antico vitigno originario di una vasta zona che va dalla Riviera di Levante al Sarzanese e da quiverso piccole aree della parte settentrionale della Toscana. E' uno dei componenti del famoso Sciacchetrà, il vino liquoroso ligure.
Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali: Ha foglia medio-piccola, pentagonale oorbicolare, intera o trilobata; grappolo medio o medio-piccolo, cilindrico o conico, spesso con 2-3 ali, compatto e con punta frequentemente arcata; acino medio-piccolo, ellissoidale, spesso deformato dalla compattezza del grappolo, con buccia pruinosa, sottile ma resistente, di colore bianco-verdastro o bianco giallastro. Ha produzione abbondante e costante. E' ideale per la coltivazione in zone fresche, ben esposte e arieggiate. Si adatta facilmente a sistemi di allevamento tradizionali o a controspalliera, vuole potatura corta o mista. Ha produzione buona e regolare. In ambienti sfavorevoli può essere soggetto a fenomeni di "impallinatura".
Malattie e avversità: Ha buona tolleranza alle malattie crittogamiche, con una certa sensibilità all'oidio , al marciume acido  e alla peronospora . Resiste bene ai venti marini.

Albarossa:Origini:Ottenuto nel 1938 da Giovanni Dalmasso incrociando Nebbiolo e Barbera, nel tentativo di fondere in un'unica varietà le caratteristiche e le qualità dei due vitigni piemontesi. Attualmente il prof. Franco Mannini, del Centro di studio per il miglioramento genetico e labiologia della vite, sta portando avanti la sperimentazione dell'Albarossa presso varie aziende, con risultati degni di interesse. Il vitigno è conosciuto anche come Incrocio Dalmasso XV/31.
Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali: Ha foglia media, pentagonale e pentalobata; grappolo medio, piramidale, mediamente compatto, alato; acino piccolo, di forma ellittica con buccia ricoperta di abbondante pruina, sottile ma consistente, di colore rosso-violetto. Ha una produzione abbondante e costante, predilige terreni collinari di medio
impasto e ben esposti.
Malattie e avversità: Resiste abbastanza bene ai principali agenti parassitari e alle avversità climatiche.

Albillo: vitigno sinonimo in Australia di chemin blanc

Aleatico: Sinonimi:aleatico di Portoferraio, leatico, aliatico, aleatico nero della Toscana, aleatico nero di Firenze, aleatico gentile, liatico.
Il nome Aleatico deriva da “iuliatico”, ad indicare la precocità di maturazione che lo contraddistingue.
Vitigno di antica origine greca, l’Aleatico deriva probabilmente da una mutazione del Moscato bianco, dal quale ha “ereditato” parte della sua spiccata aromaticità primaria.
Generalmente proposto in versioni invecchiate, mostra grande potenzialità anche nelle sue espressioni più giovani.
Oltre che in Lazio, l’Aleatico è diffuso in Umbria, in Toscana (prevalentemente sull’Isola d’Elba -aleatico passito dell'elba Docg)), in Puglia ed in Campania, dove prende il nome di Lacrima Christi.

Caratteristiche:foglia grande pentagonale e orbicolare, trilobata, pagina superio re glabra, di colore verde cupo. Grappolo piccolo, spargolo, allungato, con un ala. Acino medio, discoide, a forma molto irregolare, buccia di colore blu-vermiglio, trasparente, molto pruinosa.
Vigoria: medio-buona.
Produttività: media e costante.
Maturazione: dal 20 al 30 settembre.
Alexandreuli: vitigno coltivato in alcune zone dela ex URSS
Alfrocheiro preto: vitigno a bacca rossa coltivato in Portogallo, non di grande pregio, viene utilizzato per conferire colore negli assemblaggi.

Alicante: Il nome Alicante deriva dall’omonima città spagnola dalla quale si ritiene abbia origine questo vitigno. Originario dell’Aragona, da dove si ritiene sia stata importato durante la dominazione spagnola dal XV al XVIII secolo, l’Alicante si è diffuso in Roja e Navarra e nel Roussillon, sotto il regno di Aragona fino al 1659. Da qui si spinse in Languedoc e Côte du Rhone, per arrivare poi in Italia. L’Alicante è noto in Spagna con il nome di Guarnaccia e in Francia come Grenache, mentre in Italia è conosciuto, a seconda delle zone di coltivazione, come Alicante, Tocai rosso, Vernaccia nera, Gamay umbro e Cannonau. È particolarmente diffuso in Toscana, nelle province di Firenze, Pisa, Lucca, Grosseto.

Alicante Bouschet: Origini: Uva tintora molto diffusa, creata dal vivaista Henri Bouschet a partire da un incrocio inventato dal padre tra Petit Bouschet e Grenache. Al di fuori della Francia è coltivata soprattutto in Spagna, dove è chiamata Garnacha Tintorera, ma anche in Portogallo, Corsica, ex Yugoslavia, Israele e Nord Africa. Il vitigno è presente anche in Toscana eSardegna. Le sue doti migliori sono nel colore e nel potenziale alcolico.Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali: Ha foglia medio-grande, orbicolare; grappolo medio-grande, cilindrico-conico, semplice o con un'ala, compatto; acino medio, sferico, con buccia spessa ricoperta di abbondante pruina, di colore giallo uniforme. Predilige terreni di medio impasto, abbastanza profondi; i sistemi di allevamento devono essere amedia espansione, con potatura ricca. La produzione è abbondante.
Malattie e avversità: Ha tolleranza media ai freddi invernali e primaverili, buona resistenza agli attacchi di peronospora  e oidio  sia alle foglie che ai grappoli, con buona capacità degli acini di non marcire durante l'appassimento.

Aligoté: Origini:La seconda uva bianca in Borgogna dopo lo Chardonnay. Si tratta di un vitigno vigoroso ma dalla produttività variabile, capace di dare vini di buona acidità, a volte anche più energici dello stesso Chardonnay, ma con rese molto inferiori. Non sopporta bene il rovere poiché i suoi aromi sono troppo delicati. Il grappolo è di forma conico-cilindrica, con acini di dimensioni irregolari. E' molto popolare in Romania, dove supera i 10.000 ha, ma anche in Bulgaria, Ucraina, Moldova, Georgia, Kazakistan, dove è utilizzato prevalentemente per la produzione di spumanti. In misura nettamente minore si trova anche in California e Cile. Sono poche le occasioni di trovare un vino prodotto con questo vitigno, che valga la pena degustare. La sola eccezione è probabilmente nella zona di Bouzeron, nella Côte Chalonnaise, in Bourgogne.

Alionza: Origini: Vitigno a bacca bianca di origini incerte, fu citato già nel 1495 dal De Crescenzi, poi dal Trinci (1723) e dall'Acerbi (1825); ma anche molti ampelografi francesi ne supposero la presenza nelle coltivazioni del sud della Francia. Rimane il fatto che l'Alionza sosta nelleprovince di Bologna e Modena da molto tempo, insieme ad altri vitigni nelle famose "alberate". E' conosciuta anche come Uva Schiava (nel bolognese), probabilmente per lapossibile provenienza dai paesi slavi o per il tipo di potatura a filari, utilizzato a volte in alternativa a quello espanso delle alberate. Altri sinonimi sono Aleonza,
Glionza, Uva Lonza, Alionga bianca del Bolognese ecc.Non è menzionata in alcuna denominazione di origine, ma è ammessa in uvaggio nelle due province dove è coltivata.Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali: Ha foglia media, pentagonale, pentalobata; grappolo grosso, di forma piramidale allungata, a volte con un'ala grande o raramente con due, mediamente spargolo; acino grosso, di forma sferoidale, con buccia pruinosa, spessa e consistente, di colore giallo con ombelico ben visibile. Predilige terreni sciolti, caldi e collinari, potatura lunga e ha produzione regolare.
Malattie e avversità: Tollera abbastanza bene l'oidio, la botrite e resiste bene agli acari e alle brinate. In annate particolarmente difficili può essere soggetta ad acinellatura dolce.

Alvarelhào: E' un vitigno a bacca rossa coltivato prevalentemente nella valle del Douro (Portogallo), ma anche in Dão e Tras-os-Montes. In passato era chiamato Alvarello, in Galizia. E' affine all'uva della Galizia Brancellao.
Alvarinho: È coltivato nella regione di Minho nel nord del Portogallo, dove è usato in assemblaggio per produrre il Vinho Verde. Le sue uve danno vini fruttati di lunga durata. È identico all'Albariño spagnolo.
Amigne: vitigno a bacca bianca originario del Vallese dove genera ottimi e corposi vini.
Amorgiano: vitigno a bacca bianca coltivato in Grecia nell'isola di Rodi.
Anab e shahi: vitigno coltivato in India

Ancellotta:Sinonimi: ancellotta di Messenzatico, lancellotta.Cenni Storici: di origine incerta. Si deve la sua denominazione al nome della famiglia Lancellotti o Lancillotto e non alla forma lanceolata della foglia. Appartiene alla famiglia dei lambruschi, ma è ritenuto di livello superiore.Zone di coltivazione:è prevalentemente diffuso in provincia di Reggio Emilia, ma viene coltivato anche nelle province vicine, mentre è raro in altre regioni, anche settentrionali.
Caratteristiche: foglia di media grandezza, pentalobata, pagina superiore verde chiaro opaco. Grappolomedio, piramidale, alato, solitamente spargolo. Acino piccolo sferoide, con buccia blu-nero, pruinosa, spessa e consistente.
Vigoria: elevata.
Produttività: abbondante e costante.
Maturazione: prima e seconda decade di ottobre.

Ansonica:Sinonimi: inzolia, ansòria, insolia, nzolia, insora, anzonica, zolia bianca, insedia.
Cenni Storici:con molta probabilità l origine del vitigno è siciliana, da dove poi si è propagato nelle altre isole e nelle regioni meridionali.
Zone di coltivazione:è diffuso soprattutto in Sicilia, limitatamente in Toscana.
Caratteristiche:foglia pentagonale di grandezza medio-grande, pentalobata, con pagina superiore edinferiore glabra, di colore verde chiaro. Grappolo piuttosto grande, spargolo, tronco piramidale, con una o due ali. Acino medio-grosso, ellissoide, di forma regolare, buccia colore giallo oro od ambrato, pruinosa.
Vigoria: molto buona.
Produttività: abbondante e costante.
Maturazione: seconda epoca, prima quindicina di settembre.
Malattie e avversità: Resiste bene alla siccità ma meno ai calori estivi. In particolari annate può acquisire una maggiore sensibilità alla peronospora e all'oidio .

Ansonica: Questa varietà viene coltivata in Toscana da lungo tempo, nelle zone insulari e costiere delle provincie di Grosseto e Livorno dove, in passato, veniva utilizzata anche come uva da tavola. Secondo la tradizione l'Ansonica sarebbe stata introdotta nell'Isola d'Elba durante il 1500 dal meridione d'Italia e, fra il 1600 e il 1700, sarebbe poi stata portata all'isola del Giglio ed sulla terraferma, nel promontorio dell'Argentario. L'Ansonica Bianca, nota localmente anche come Uva del Giglio, è stata descritta da Dalmasso e Alessio nel 1938 e da Breviglieri nel 1964, i quali hanno messo in evidenza come tale cultivar corrisponda all'Inzolia (nota anche coi nomi di Ansoria, Insoria, Anzonica, Insolia, Insolia di Palermo, Ansolica, Nzolia, Nzolia Bianca, Inselica e Ansolia) siciliana, regione ritenuta il punto di approdo del vitigno di probabile origine medio-orientale. Il vitigno si sarebbe poi successivamente diffuso nelle regioni meridionali d'Italia, in Sardegna ed in Toscana.

Aramon blanc: Origini: Mutazione del più noto Aramon Rouge, vitigno estremamente produttivo, ma che proprio per questo dà vini estremamente deboli e privi di caratteristiche di finezza, ma molto resistente all'oidio. Nonostante ciò, fu il vitigno più diffuso in Languedoc tra la metà dell'Ottocento e la metà del Novecento. Successivamente è stato soppiantato dal Carignan.

Arbois: Origini: Fino alla fine degli anni ottanta era la terza varietà più coltivata nel dipartimento Loir-et-Cher. Chiamato anche Pineau Menu e Petit Pineau, è un vitigno vigoroso che dà vini di buona morbidezza. Si può trovare nei bianchi Touraine e Valançay, in uvaggiocon Sauvignon o Chardonnay.
Arka Kanchan: vitigno coltivato in India.
Arka Shyam: vitigno coltivato in India
Arkavti: vitigno coltivato in India

Arneis: Sinonimi:bianchetto o bianchetta d'Alba, nebbiolo bianco.
Cenni Storici: citato nel 1877 dal Rovasenda. Di origine sconosciuta è coltivato soprat tutto alla sinistra del fiume Tanaro, nelle zona del Roero, in provincia di Cuneo.
Zone di coltivazione:è diffuso soprattutto in provincia di Cuneo, sulla sinistra del fiume Tànaro, nella zonadel Roero.
Caratteristiche:foglia medio-grande a forma orbicolare-pentagonale, trilobata, pagina superiore glabra, di colore verde cupo, opaca. Grappolo medio e molto compatto, cilindrico-piramidale, spesso alato. Acini di media grandezza, a forma sferoidale, irregolari, con buccia di colore bianco-giallo-verdastro, abbastanza consistente e spessa, ricoperta di pruina.
Vigoria: molto buona, ben superiore alla media.
Produttività: abbondante e costante.
Maturazione: terza decade di settembre.
Malattie e avversità: E' sensibile all'oidio mentre tollera gli attacchi della peronospora  al grappolo. Ha scarsa sensibilità al marciume acido e alla muffa grigia.

Arrufiac: Origini:Conosciuto anche come Ruffiac, è grazie ad André Dubosc della cooperativa di Plaimont (Francia sudoccidentale) se non è scomparso. Produce vini poco alcolici, ma con il caratteristico profumo di pietra focaia. Insieme al Petit Courbu compone il Pacherenc du Vic-Bilh, un vino bianco dolce dal gusto di miele e frutta, con a volte un lieve sentore di rovere. Nei Midi-Pyrénées si trovano produttori interessanti come Château Berthoumieu, Brumont, Laffitte-Teston e Capmartin.

Arvesiniadu: Vitigno a bacca bianca pressochè scomparso, probabilmente autoctono sardo, conosciuto anche con il nome di Arvu siniadu, Argu ingiannau o Uva oschirese. Diffuso sporadicamente in provincia di Sassari, talvolta in Campidano, è un vitigno molto vigoroso con grappoli grossi ed allungati, molto spargoli, con acini piccoli, ben adattato a terreni leggeri di collina, preferibilmente granitici. Le sue uve vengono esclusivamente vinificate insieme ad altri vitigni per la produzione di vini bianchi comuni, dunque non se ne conoscono le caratteristiche organolettiche peculiari itigno a bacca bianca pressochè scomparso, probabilmente autoctono sardo, conosciuto anche con il nome di Arvu siniadu, Argu ingiannau o Uva oschirese. Diffuso sporadicamente in provincia di Sassari, talvolta in Campidano, è un vitigno molto vigoroso con grappoli grossi ed allungati, molto spargoli, con acini piccoli, ben adattato a terreni leggeri di collina, preferibilmente granitici. Le sue uve vengono esclusivamente vinificate insieme ad altri vitigni per la produzione di vini bianchi comuni, dunque non se ne conoscono le caratteristiche organolettiche peculiari.

Arvino: Da non confondersi con l’Arvino siciliano o con l’Arvine, vitigno bianco del Vallese, questa cultivar a bacca nera, chiamata anche Lacrima nel Cosentino, deve il suo nome ad Arvo, un affluente del fiume Neto che nasce dalla Sila. Caratterizzata da una buona adattabilità ai climi caldi e siccitosi e da una buona tolleranza alle principali malattie crittogamiche, essa presenta molte caratteristiche ampelografiche comuni alla Marsigliana, con la quale viene solitamente coltivata, ma è a tutti gli effetti una varietà a sè stante, attualmente a rischio di scomparsa. Dalla vinificazione delle sue uve si ottiene un vino di colore rosso rubino carico, con intensi profumi di piccoli frutti e prugna e dal caratteristico sentore di liquirizia. In bocca appare consistente, di acidità contenuta e con tannini morbidi.

Asprinio: Sinonimi: olivese, ragusano, ragusano bianco, asprino, uva asprina.
Cenni Storici:coltivato soprattutto nella provincia di Caserta, è un vitigno molto anti co che si ritiene abbia avuto origine da derivazioni del vitigno pinot o greco.
Zone di coltivazione:è diffuso soprattutto nella provincia di Caserta, dove dà ottimi risultati soprattutto se coltivato ad alberata.
Caratteristiche:foglia medio-piccola, pentalobata, pagina superiore glabra, colore verde chiaro. Grappolodi media grandezza, compatto, allungato e conico, con o senza ali. Acino sferoide, medio-grande con buccia colore grigio-verdastro, ri coperta abbondantemente di pruina.
Vigoria: molto buona, soprattutto se coltivato ad "alberata".
Produttività: abbondante.
Maturazione: fine settembre, primi di ottobre.
Malattie e avversità: Ha buona tolleranza alla peronospora e all'oidio  ma è facilmente attaccata dalla tignola.

Asprinio basilicata:Dissetante e diuretico si produce nella zona di Ruoti (Potenza), accompagna bene tutto il pasto. È coltivato soprattutto in provincia di Caserta, ha origini molto antiche. Ha vigoria molto buona, che vede nella coltivazione ad "alberata" la sua espressione migliore. Ha produttività molto abbondante. Maturo verso i primi di ottobre, presenta grappoli di media grandezza con acini dalla buccia grigio-verde abbondantemente ricoperti di pruina.
Aspiran: vitigno a bacca nera  coltivato in languedoc. Genera vini rossi profumati e leggeri.
Assario branco: vitigno a bacca bianca di propabili origini spagnole coltivato in attualmente in Portogallo.
Assyrtiko: vitigno greco a bacca bianca, è ritenuto una delle migliori varietà di uve illeniche.
Aubun: vitigno a bacca rossa coltivato nella valle del rodano autorizzato nella composizione dello Chateauneuf du pape

Auxerrois: Origini: Varietà a bacca bianca molto usata in Alsazia , Mosella francese e Lussemburgo. Ha molte affinità con il Pinot Bianco. E' detta anche Auxerrois Blanc de Laquenexy, dal nome della località dove è situato l'istituto viticolo che l'ha studiata. Ha bassa acidità ma se si riducono le rese, pratica purtroppo ancora poco adottata, si ottengono soprattutto nella Mosella, vini eccellenti e capaci di lungo invecchiamento. E' componente importante dell'Edelzwicker, il famoso vino prodotto in Alsazia. Alcuni produttori interessanti: Rolly Gassmann, Jean-Baptiste Adam, Jean-Pierre Dirler, Kreydenweiss, Schlumberger, Pierre Sparr, Marcel Deiss, Louis Sipp.

Avanà:Origini: In epoca prefillosserica era una varietà molto conosciuta pur avendo una zona di coltivazione circoscritta alla provincia di Torino, con massima diffusione in Valle di Susa. Il Croce la descrive nel 1606 con il nome di Avanato. Per l'affinità con alcuni vitigni francesi come il Troyan e il Gamay d'Orléans, lascia supporre una provenienza transalpina quando il Piemonte era unito alla Savoia Caratteristiche e esigenze: ambientali e colturali: Ha foglia media o medio-piccola, orbicolare e leggermente trilobata; grappolo medio o medio-piccolo, cilindrico, a volte provvisto di un'ala, leggermente serrato o mediamente spargolo; acino medio o medio-grande, sferoidale, con buccia spessa e consistente, con scarsa pruina, di colore blu e polpa di sapore semplice. Predilige potatura lunga e non ha particolari esigenze di terreno o di clima.
Malattie e avversità: E' molto sensibile all'oidio, meno alla peronospora . Risente delle piogge tardive.
Azal branco: vitigno a bacca bianca coltivato in Portogallo, le sue uve conferisce acidetà negli uvaggi. Per lo stesso motivo è utilizzato nell'uvaggio del vinho verde.
Azal tinto: vitigno a bacca rossa dell'azal branco viene utilizzato nell'uvaggio del vinho verde tinto.