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Vitigni E

Vitigni di tutto il mondo dalla A alla Z

Ehrenfelder:
vitigno della Germania
Elbling:
vitigno della Germania, coltivato nella zona viticola della Mosella
Enantio:
Sconosciuta è l’origine del nome Enantio. Si tratta di una varietà autoctona della Vallagarina, da sempre apprezzata per la sua rusticita’ e resistenza, tanto che non e’ difficile trovarne viti centenarie. Geneticamente appartiene alla famiglia dei Lambruschi, dai quali si distingue per la foglia frastagliata. Si ipotizza la sua origine dalla domesticazione delle viti salvatiche delle morene tra il solco dell’Adige e le colline del basso lago di Garda. Questa varietà trova diffusione esclsivamente nella zona compresa tra Ala e la chiusa di Rivalta, dove è entrato da poco a far parte delle varietà tipiche della denominazione “Terre dei Forti”. Un clima mitigato dal vicino Lago di Garda, la Vallagarina e’ protetta dalle montagne e mai dimenticata dal sole. Il suo territorio si articola in tre scenari distinti: la pianura di fondovalle percorsa dall’Adige; i vasti altipiani di Folgaria e Bertonico; le valli laterali di Terragnolo, di Vallarsa e dei Ronchi. La storia vitivinicola della Vallagarina, piuttosto complessa per la sua posizione di cuscinetto tra la cultura italica e quella teutonica è da sempre legata al vitigno Marzemino che dà, in queste zone, vini di grandissimo interesse qualitativo, come dimostra la sua citazione nel Don Giovanni di Mozart.
Emerald Riesling:
Erbaluce di Caluso: Il nome Erbaluce deriva dalla fusione di “alba” + “luce”, ad indicare la particolare lucentezza e luminosità degli acini maturi, che ricordano i colori dell’alba. La prima citazione di questo vitigno risale al 1605 ad opera di G. B. Croce, ma nonostante esso sia stato fonte di studio di numerosi ampelografi, nessuno si è mai pronunciato riguardo le sue origini. Sebbene il Demaria e Leardi (1875) attribuiscano questo vitigno “speciale” al basso Monferrato, maggior credito riceve l’ipotesi della sua origine del canavese e delle zone prealpine. Viene coltivato nella provincia di Torino, Biella e Novara con il nome di Greco.
E' uno dei vitigni a bacca bianca piemontesi più antichi, le cui origini rimangono ancora misteriose, anche se si ritiene provenga dalle umide valli prealpine a nord di Torino. Il suo nome è dovuto al fatto che i grappoli, nei periodi autunnali, acquistano riflessi ramati e rosati sotto la luce del sole (alba-lucente). Ha molti sinonimi, fra cui Albaluce, Uva Rustia, Erbalus, Bianchera e Bianc Roustì. Con questo vitigno si producono vini secchi, spumanti, passiti e passiti liquorosi. Molto rinomato è il Caluso Passito. Ha foglia media, pentalobata, di colore verde chiaro; grappolo medio-lungo a forma conica allungata, talvolta alato, di compattezza media; acino sferico, medio, con buccia di colore giallo ambrato, ricca di pruina.
Erbamat: Citata fin dal ‘500, quest’uva bianca è sempre stata considerata fra le migliori varietà del Garda, dove era ed è attualmente presente in pochi filari di alcuni vigneti della sua costa occidentale.
Il suo nome, talvolta storpiato in Albamatto o Erbamatto, deriva probabilmente dal particolare colore verdastro della buccia.
Già in passato conosciuto per la sua maturazione molto tardiva, veniva utilizzato esclusivamente per apportare acidità e finezza ai mosti, mentre oggi si stanno valutando impieghi enologici diversi.
Il vino che se ne ricava è giallo paglierino scarico, leggermente profumato, discretamente corposo, con alto livello acidico.
Ervi:
Sinonimi: Incrocio Fregoni 108.

Cenni storici: vitigno nato nel 1970 dall'incrocio tra Barbera e Croatina.
Caratteri Ampelografici: foglia media, pentagonale, pentalobata - grappolo medio, piramidale allungato, semi spargolo - acino piccolo di forma sferica con buccia pruinosa, consistente di colore blu scuro.
Maturazione: media
Vigoria: media
Caratteristiche del vino: se ne ricava un vino di buon grado alcolico generalmente usato per uvaggi con barbera.
Ezerjò:
Vitigno ungherese