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La Potatura

La potatura
Uno degli interventi più comuni in viticoltura è la POTATURA ,pratica colturale utilizzata per orientare la produzione in senso quantitativo e qualitativo, oltre che per dare una forma alla pianta e mantenerla nel tempo. In inverno viene effettuata solo una volta (potatura secca) almeno un paio di volte in primavera-estate (potatura verde). Con la potatura secca si decide il numero di gemme che daranno origine ai grappoli, per cui si hanno potature corte se la filosofia produttiva è orientata verso l’elevata qualità (7-10 gemme), oppure lunghe se interessa solo la quantità (15-25 gemme). Prima di ogni taglio l’addetto alla potatura valuta la vigoria della pianta in relazione all’età alla tipologia di vitigno e all’ubicazione del vigneto. Ci sono poi dei casi in cui, pur volendo produrre vini di alta qualità, si è costretti ad eseguire potature medio lunghe (12-14 gemme), come per il cabernet sauvignon, e il nebbiolo, che hanno una bassissima fertilità basale e solitamente non differenziano grappoli sui primi 2-3 tralci; per queste varietà si interverrà quindi in maniera più drastica nelle operazioni di diradamento dei grappoli. Con la potatura verde su da la forma alla pianta, la si pulisce dai germogli fuoriusciti dal tronco (spollonatura), si eliminano le foglie che impediscono una buona aerazione dei grappoli, si sistemano regolarmente i germogli permettendo un ordinato sviluppo verticale. Tutto questo fino a circa fine giugno, da quando i germogli continuano ad allungasi e ad infoltirsi fino a fine luglio. Per accorciare i germogli pur mantenendo una lunghezza minima di 1-1.1 m., si effettuano delle cimature, mentre le sfogliature devono garantire piena luce ai grappoli ed evitare una eccessiva sottrazione di energia da parte della vegetazione. Quando i grappoli si sono formati, in periodi diversi a seconda delle zone, ma in genere dalla metà di luglio, si deve ricorrere al diradamento dei grappoli, tagliando quelli a terra. In questo modo si ottiene un rapporto ottimale tra la suferficie fogliare e i frutti, in modo da ottenere una maggior concentrazione delle sostanze estrattive e quindi della densità del mosto, che elevano la qualità del prodotto