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La Vigna

LA VIGNA

l’impianto di una nuova vigna crea un piccolo ecosistema, nel quale vitigno, terreno, microclima e tecniche

colturali devono interagire alla perfezione per raggiungere i risultati migliori, grappoli d’uva ricchi di colore, zuccheri, sostanze estrattive e profumate, che si esprimeranno in vini di tutte le tipologie, bianchi e rossi, leggeri e strutturati, da bersi giovani e da invecchiamento, fermi, frizzanti e spumanti. La qualità in vigna viene determinata dalle scelte effettuate nel momento in cui si decide di impiantare un nuovo vigneto. Tra tutte, quelle che scatenano le maggiori discussioni, determinando anche diverse filosofie produttive, sono il territorio e il vigneto. Da sempre i francesi cercano di favorire e premiare il cosiddetto TERROIR, termine che non si riferisce solo alla composizione e alla struttura del terreno, ma a tutto ciò che è legato all’ambiente pedoclimatico e al microclima. Tutto questo si esprime in modo ancora più specifico nel concetto di CRU, che coincide con una zona molto ristretta, nella quale la combinazione delle condizioni di clima, terreno e altro ancora, determina la particolarità della produzione. Anche in Italia si tende a privilegiare questo tipo di scelta, che si esplicita nelle Denominazioni di Origine Controllata e Garantita. Diversa è la situazione nei paesi che solo negli ultimi decenni hanno assunto importanza nel mondo della vitivinicoltura mondiale, come California, Cile, Argentina, Australia, Sudafrica e Nuova Zelanda, dove le maggiori attenzioni si concentrano sul vitigno


La Lotta Integrata, la coltivazione Biologica e Biodinamica

 

 

LA LOTTA INTEGRATA, LA COLTIVAZIONE BIOLOGICA E BIODINAMICA


Per evitare lo sviluppo di parassiti e virus, si può ricorrere a trattamenti antiparassitari con fungicidi e insetticidi, anche se sono inquinanti e costosi, poiché molti insetti e parassiti sviluppono forme di

resistenza ad alcuni dei principi attivi più impiegati, si può incorrere nel rischio che nell’anno successivo al trattamento, il parassita non solo si sviluppi lo stesso, ma lo si trovi ancora più virulento. Da circa un decennio molte aziende vitivinicole, sensibilizzate dall’uso razionale dei prodotti antipaassitari, aderiscono a dei modelli di lotta integrata. Questo sistema si basa sull’impiego limitato o addirittura nullo di alcuni principi attivi, al fine di contenere la distribuzione degli insetti normalmente presenti nei vigneti, sfruttando proprio la loro azione competitiva nei confronti di tutti gli agenti patogeni, considerando anche i fattori legati all’ambiente e alle tecniche colturali in grado di ridurre lo sviluppo dei parassiti. Un numero limitato di aziende ha invece intrapreso la coltivazione biologica; questa esclude l’utilizzo di diserbanti per il controllo delle erbe infestanti e quello di prodotti chimici di sintesi per la difesa fitosanitaria. In questo caso sono consentiti solamente interventi con prodotti a base di rame e zolfo, poltiglia bordolese e zolfo di miniera, rispettivamente contro la peronospora e l’oidio, di formulati a base di argille e solfiti contro la botrytis cinerea, oltre che del bacillus thuringensis contro tignole, tignolette e cicaline.
La coltivazione biodinamica vuole invece avvicinare la coltura alle forze energetiche che danno la vita ad ogni specie vegetale in maniera sempre differente. si rifà ai modelli di agricoltura biodinamica espressi dal filosofo Rudolf Steiner agli inizi del ‘900, in cui nella gestione della coltura si dà innanzitutto importanza all’equilibrio del suolo e dalle forze energetiche stagionali. Si ricorre quindi ad un uso limitatissimo utilizzo di prodotti chimici, ad esclusione dei prodotti a base di rame e zolfo, non rifiutati in biodinamica, integrati con estratti vegetali che tendono a rinforzare le piante e ad aumentare le auto-difese. Inoltre si tende a rispettare gli insetti utili come simbolo di vita del vigneto e ad utilizzare solo superfici vocate per la viticoltura, con l’obiettivo di raggiungere una massima diversificazione negli aromi del frutto e nel gusto del vino.

 

 

Il Ciclo della Vite

IL CICLO DELLA VITE

La vite ha due cicli biologici: il ciclo vitale ed il ciclo annuale
1. il ciclo vitale
 riguarda le varie età della pianta,
che possiamo indicare, come per l'uomo: infanzia, gioventù, fase adulta e vecchiaia.
Fase di improduttività (pianta giovane): dura da 1 a 3 anni dopo l'impianto, nei quali la vite è pressoché improduttiva;
fase della produttività crescente: si verifica a 4-5 anni di età, nei quali la vite inizia a produrre e si porta al suo livello di normalità produttiva e fisiologica;
fase di produttività pressoché costante: dura dai 5 sino ai 20-25 anni del vigneto, durante i quali la vite si considera adulta, nella piena maturità della sua vita produttiva;
fase di vecchiaia: si verifica nei vigneti di 30-40 anni.
Tuttavia lo sfruttamento moderno della vite ha accorciato notevolmente la vita dei vigneti.
La fisiologia, la produttività e la quantità di uva si differenziano nelle varie età.

2. ciclo annuale
è rappresentato da quella serie di "fasi fenologiche" che si verificano ogni anno.
•sottociclo vegetativo
•sottociclo riproduttivo
•Il sottociclo vegetativo inizia in genere in marzo, quando il terreno si riscalda. Nella vite la linfa inizia a risalire lungo il tronco e dai punti nei quali si è effettuata la potatura si vedono fuoriuscure goccioline di linfa stessa, fenomeno conosciuto come pianto della vite.
•In aprile inizia il germogliamento delle gemme,
•segue l'accrescimento dei germogli, ossia lo sviluppo dei rami normali ed anticipati (femminelle). L'accrescimento vegetativo dura da aprile ai primi di agosto;
•al termine della crescita il germoglio passa un periodo di maturazione (elaborazione delle riserve) detto di agostamento. Il germoglio da verde diviene marrone.

•Questa fase va dai primi di agosto a tutto novembre;
•il tralcio entra quindi in riposo, periodo che va dalla defogliazione (dicembre) al successivo germogliamento (aprile).

Il sottociclo riproduttivo
•Si verifica sullo stesso germoglio che attraversa le fasi del sottociclo vegetativo.
Le fasi riproduttive possono essere così sintetizzate:
•comparsa dei grappolini, loro sviluppo e completamento con formazione dei fiori, differenziazione del polline e degli ovuli atti alla fecondazione;
•fioritura: antesi (apertura) dei fiori ed unione (fecondazione) del polline con l'oosfera e con il nucleo secondario, entrambi presenti nell'ovario. La fioritura si verifica nella prima metà di giugno.
•allegagione: è la formazione delle giovani bacche, che si realizza per trasformazione ed ingrossamento dell'ovario del fiore. L'allegagione si verifica verso la metà di giugno;
•accrescimento degli acini o fase erbacea delle bacche: in questa fase le bacche si sviluppano per divisione e distensione delle cellule dell'ovario. La fase erbacea termina verso la metà di agosto (dipende dalle varietà);
•invaiatura: in questa fase gli acini cambiano colore, da verde a giallo o rosso, si verifica verso la metà di agosto (dipende dal clima e dalle varietà);
•maturazione degli acini: dopo l'invaiatura le bacche crescono per deposito degli zuccheri e di altri composti (polifenoli, elementi minerali, aminoacidi, ecc.), nonché per accumulo di acqua. La maturazione delle bacche va da metà agosto a metà settembre-ottobre, a seconda dell'epoca di maturazione dei vitigni (da precocissimi sino a molto tardivi);
•vendemmia (o raccolta): può andare da fine agosto a... Natale, per le vendemmie tardive e per gli ice-wein. La vendemmia manuale è ancora quella migliore sotto il profilo qualitativo, per la possibilità di cernita dei grappoli e per il rispetto dell'integrità degli acini. Per necessità (carenza di manodopera) si va diffondendo la vendemmia meccanica, che presenta una serie di difficoltà e di problematiche

                                                                                              Prefioritura del grappolo                                                                              Fioritura del grappolo

                                                                                              Allegagione                                                                                                       Ingrossamento degli acini